Ottenere i permessi di root su Android significa sbloccare il vero potenziale dello smartphone e sfruttare le ampie libertà concessa da un sistema operativo così aperto. Si possono installare ROM personalizzate, aggiungere funzioni nuove, ottimizzare la durata della batteria, migliorare le prestazioni, automatizzare dei processi e tantissime altre cose. Nonostante i tanti vantaggi, i lati negativi del rooting potrebbero renderlo non adatto a tutti gli utenti. Con lo sblocco del Bootloader lo smartphone è più vulnerabile a virus e malware, in più si va a perdere la garanzia sul prodotto e quindi in caso di malfunzionamenti non si avrà diritto ad alcuna assistenza da parte del produttore. Fortunatamente il rooting è un’operazione facilmente reversibile, ecco come rimuovere i permessi di root.
Rimuovere il root con un’applicazione
Per rimuovere il root e riportare lo smartphone alle condizioni originali, esistono diverse modalità. La più semplice prevede l’installazione di una delle seguenti app.
SuperSU
SuperSU è un’applicazione che gestisce gli accessi SuperUser e può rimuovere i permessi di root dalle app. L’operazione è automatica se si sceglie l’opzione “Unroot Completo” dal menù delle impostazioni: verranno rimossi i permessi di root e ribloccato Android. Terminato il processo, basta riavviare lo smartphone.
KingoRoot
KingoRoot è un’app che rimuove il root con un solo click e in meno di 20 secondi. Esiste sia un’apk per smartphone (supporta fino ad Android 5.0) sia una versione per PC Windows (supporta fino ad Android 7.0) da collegare via cavo USB, entrambe sono scaricabili dal sito.

RootBrowser
Root Browser è uno dei tanti file manager per Android, ma a differenza degli altri permette di accedere ai file di sistema e rimuovere i permessi di root. Dopo averlo installato, basta aprirlo e seguire questi passaggi:
- accedere alla cartella /system/bin/ e cancellare il file “su”;
- accedere alla cartella /system/xbin/ e cancellare il file “su”;
- accedere alla cartella /system/app/ e cancellare il file “Superuser.apk”;
- riavviare il dispositivo.
Con questa procedura il dispositivo verrà riportato ai dati di fabbrica e sarà nuovamente bloccato.
Tramite aggiornamento OTA
Un’altra opzione è quella di effettuare un aggiornamento OTA (cioè “over the air”, via Internet) dello smartphone. Occorre semplicemente andare nelle impostazioni e accettare l’installazione degli aggiornamenti disponibili: questo processo solitamente sblocca il dispositivo. Se non ricevete alcuna notifica di aggiornamenti disponibili, è possibile che il dispositivo non supporti gli aggiornamenti su software modificato. In questo caso, dovete ricorrerere agli altri metodi.
Con reset Android
Alcuni dispositivi mobili basati su Vroot/Iroot (o software simili) perdono i privilegi di root con un semplice ripristino ai dati di fabbrica. Basta fare un backup di tutti i dati, rimuovere la scheda SD se presente e scegliere l’opzione di ripristino dalle impostazioni.
Verificare lo stato del root su Android
In caso di dubbi, è possibile installare Root Checker e controllare se i permessi di root sono stati revocati con successo. Questa applicazione può essere utilizzata in qualsiasi momento, anche per verificare lo stato iniziale del dispositivo.

Rimozione del root, ultime considerazioni
Potete scegliere la modalità di ripristino che preferite, ma ricordate che dopo aver riapportato il blocco al vostro smartphone le applicazioni che prima si utilizzavano con i permessi di root, per forza di cose, non funzioneranno più.





