Se avete uno smartphone Android con i permessi di root sbloccati, avete la possibilità di velocizzare il sistema con una procedura chiamata “overclock“. Sembra difficile? Non lo è affatto.
Come funziona l’overclock
Quando si parla di overclock, si intende una procedura che permette di aumentare la frequenza del processore (espressa in GHz) oltre il limite predefinito, che non corrisponde alla sua reale capacità. Se per esempio si prendono due CPU uguali, queste potrebbero essere state prodotte una senza imprecisioni e l’altra con il massimo di imprecisioni, consentendo quindi solo alla prima di essere overclockata con risultati soddisfacenti.
Vantaggi, svantaggi e accorgimenti
Il risultato dell’overclock è un sistema operativo complessivamente più veloce e fluido, anche sugli smartphone più datati. Dall’altro lato, è importante fare attenzione nell’aumentare la frequenza del processore: potrebbe causare instabilità a livello di sistema, blocchi o riavvii imprevisti. Altre due conseguenze sono il maggiore impatto sulla batteria e il degrado più veloce della CPU dovuto alle temperature più alte.

Come fare l’overclock
Se avete deciso di procedere, seguite con attenzione i prossimi passaggi.
Root e custom ROM
Dovete innanzitutto ottenere i permessi di root e installare una custom ROM. Potete seguire le guide: Guida al rooting per Android e come installare una custom ROM per ottenere entrambi facilmente. Ricordate di fare un backup e, in caso di dubbi, sfogliate il forum di XDA Developers per trovare consigli e soluzioni specifici per il vostro dispositivo.
Custom kernel
Il secondo passaggio prevede di avere un custom kernel. Il kernel è ciò che permette al sistema operativo di comunicare con le parti hardware dello smartphone (display, processore, ecc.) ma quello di stock non basta. La maggior parte delle custom ROM lo integrano già, in caso contrario vi basta cercare su Google “<modello> custom kernel” o “<modello> custom kernel overlock”. Trovatene uno che sia compatibile sia con il vostro smartphone che con la versione Android in uso. Ora vi basta flashare il custom kernel dalla Recovery, potete seguire la guida come installare una custom ROM dato che il procedimento è lo stesso (l’unica comoda differenza è che non si perdono i dati).
Se avete dubbi su quale kernel sia installato nel vostro dispositivo (se quello di stock o uno custom), potete verificarlo dalle impostazioni. Andate in Impostazioni > Info sul telefono > Versione kernel. Se appare il nome del brand produttore (Samsung, LG, Xiaomi, ecc.) significa che avete un kernel di stock e dovrete installarne uno diverso.
Gestire l’overclock
Come ultimo step dovrete installare un’app per gestire i valori del processore, come CPU Control. È anche possibile che la custom ROM preveda già una sezione dedicata all’overclocking (di solo chiamata “Performance” o “Prestazioni”).
Modificare le frequenze
Tra i vari parametri, individuate quelli relativi all’overclock: frequenza minima e frequenza massima. Potete ignorare la prima frequenza, aumentate invece la seconda seguendo questi consigli:
- applicate le modifiche temporaneamente (e non “apply on boot”), in modo da poter tornare alla normalità con un semplice riavvio se ci dovessero essere problemi;
- aumentate la frequenza poco per volta e testate la stabilità del sistema, al primo problema vi basterà tornare alla frequenza massima precedente per trovare il giusto limite;
- tenete d’occhio le temperature, il sistema potrebbe risultare stabile ma nascondere un problema di surriscaldamento (potete scaricare un’app per monitorare la temperatura).
Si può fare un underclock?
Volendo, nulla vi vieta di fare un underclock: diminuite la frequenza massima e limiterete le prestazioni, risparmiando sulla batteria. Anche in questo caso, fate attenzione a non scendere troppo: gli underclock generalmente non sono pericolosi ma impostando valori particolarmente bassi potreste compromettere la corretta esecuzione del sistema.





