La fine dei blowatware non removibili sugli smartphone Android potrebbe finalmente essere vicina. L’unione europea sta infatti pianificando una nuova legge per costringere gli OEM a consentire agli utenti di disinstallare qualsiasi app preinstallata sui propri dispositivi, secondo quanto riportato dal Financial Times.
L’europa vuol porre un freno ai bloatware pre caricati sugli smartphone
La nuova legge fa parte del regolamento relativo al Digital Services Act a cui l’europa sta attualmente lavorando. Il regolamento, la cui bozza è ancora in fase iniziale, potrebbe passare entro la fine di quest’anno. Secondo quanto riferito, il Digital Services Act è la prima grande revisione delle norme europee che regolano la rete nei paesi. Con questo provvedimento, l’europa spera di stabilire degli standard globali con cui regolamentare le grandi industrie tecnologiche.
Come ben sappiamo, una parte dei dispositivi odierni è dotata di diverse app pre installate. Queste vengono pre caricate dal produttore del telefono o dall’operatore telefonico che lo brandizza. Sebbene alcune di queste app siano utilizzate abbastanza frequentemente, molte di esse vengono utilizzate solo da una frazione degli utenti acquirenti del prodotto. Queste app tuttavia, sono permanentemente installate nel dispositivo, senza possibilità di rimuoverle.
L’unione europea tuttavia, vuole cambiare questa situazione in via definitiva. I dettagli sono scarsi al momento, ma il regolamento del Digital Services Act dell’europa farà smuovere i giganti del settore, secondo quanto aggiunto dal rapporto. Le grandi aziende come Facebook e Google infatti, stringono spesso accordi con gli OEM per preinstallare le loro app.
La bozza menziona anche che le aziende non possono costringere altre società a preinstallare esclusivamente il loro software. L’europa aveva già multato Google per aver presumibilmente costretto i produttori di smartphone a preinstallare l’ecosistema delle sue app.
La legge impedirebbe inoltre alle società di applicare un trattamento preferenziale dei propri servizi a scapito della concorrenza. I produttori di dispositivi come Xiaomi e Samsung precaricano infatti la propria suite di app sui loro smartphone Android anche quando vengono sono già installate alternative Google.
Alla nuova normativa, ci si aspetta con molta probabilità, un resistenza da parte delle principali aziende, come quelle qui menzionate. Non resta quindi che attendere ed osservare lo sviluppo della questione.





