Scanner dell’iride in arrivo, ma come funzionerà?

Scanner dell'iride

Con l’imminente arrivo della coppia di top di gamma Samsung Galaxy S7 ed LG G5, dovrebbe arrivare pure il momento dello scanner dell’iride, funzione di sblocco che sarà probabilmente equipaggiata sui 2 citati prodotti; a tal proposito la domanda è: come funziona esattamente? Purtroppo non esiste una risposta semplice, secca ed universale, motivo per il quale andiamo ad analizzare le varie tipologie e caratteristiche di questo innovativo strumento di sicurezza.

Introduzione

Premettiamo che lo scanner dell’iride è già presente su dispositivi come il Lumia 950 (e la sua variante 950XL), il Fujitsu Arrows NX F-04G, il Vivo X5 Pro e lo ZTE Grand S3, ciononostante è da considerarsi ancora una novità visto che solo un numero limitato di smartphone lo possiede e nessuno di essi è particolarmente conosciuto al di fuori del mercato asiatico; quindi, come avrete capito, questa tecnologia è disponibile da parecchio tempo ormai ma sta ai produttori riuscire ad implementarla sui propri device in maniera ottimale: tra questi, spiccano appunto Samsung ed LG che stanno lavorando per inserirla nei loro futuri flagship in sostituzione (o in collaborazione con) il lettore di impronte digitali.

Scanner dell'iride
Scanner dell’iride Fujitsu Arrows NX F-04G

Scanner dell’iride: ecco come funziona

Per ora esistono 2 metodi: uno è lo scanner dell’iride adottato dai nominati Lumia e Fujitsu e che prevede sia una luce ad infrarossi sia una fotocamera, sempre ad infrarossi, collocati sulla parte anteriore del telefono: la prima è invisibile ad occhio nudo (anche se si vede un piccolo puntino rosso quando è attivata) e funge indipendentemente dalle condizioni attuali di illuminazione, l’altra invece non ha nulla a che fare con la camera tipica dei selfie.

Dopo aver impostato un PIN nel caso la scansione non riuscisse correttamente, la fase iniziale prevede che il LED ad infrarossi illumini il pattern dell’iride degli occhi e che la fotocamera IR scatti una fotografia, successivamente il software annesso elabora un codice hash originario che verrà confrontato con quello nuovo che si genera ogniqualvolta che si cercherà di adoperare lo scanner dell’iride per sbloccare il dispositivo: se essi combaciano, allora si potrà utilizzare il device, altrimenti toccherà ripetere l’operazione fin quando non vi sarà il riconoscimento che normalmente impiega solo 1 o 2 secondi.

Il secondo scanner dell’iride è stato sviluppato dalla startup EyeVerify (sito ufficiale) di Kansas City: in linea generale è molto simile a quello descritto sopra, tuttavia omette il LED ad infrarossi e non esegue la scansione dell’iride bensì dei vasi sanguigni della sclera (la zona bianca degli occhi) e di ulteriori micro-elementi; trattasi di un modo indubbiamente più rapido e basico ma che potrebbe comportare delle complicazioni in caso di condizioni di luce non ottimali, infatti tale tecnologia (usata sul Vivo X5 Pro) può richiedere addirittura 20 secondi per registrare il pattern dei vasi sanguigni e 5 secondi per sbloccare il telefono.

Scanner dell'iride
Sistema scanner dell’iride di EyeVerify

Samsung ed LG: quali sono i loro piani?

La nostra risposta è che non possiamo dirlo con certezza, ciononostante sappiamo che Samsung ha investito proprio su EyeVerify tanto che a Settembre 2015 è emerso un brevetto manifestante il loro sistema con qualche accorgimento in più, invero quest’ultimo si avvale di una sorgente di luce per illuminare gli occhi e di un ricevitore di luce per elaborare quella riflessa dagli stessi occhi; al fine di ottimizzare il tutto, vengono eseguite scansioni multiple da varie angolazioni atte a filtrare, e poi eliminare, le informazioni in eccesso e a formulare infine un codice hash definitivo seguendo la procedura standard del primo metodo. Lo vedremo sul Galaxy S7?

LG, al contrario, sta collaborando con la coreana Irience (sito ufficiale) con lo scopo di dotare il suo venturo G5 di uno scanner dell’iride capace di essere efficace pure a 30/50cm di distanza, eppure tale tecnologia proprietaria non è ancora completa e dettagliata malgrado vi stiano lavorando da oltre 15 anni, pertanto sarà davvero difficile vederla applicata sul prossimo top di gamma del brand di Seul.

Vantaggi per l’utente

Ecco una dubbio che probabilmente vi sarà passato per la testa mentre leggevate quanto trascritto: perché servirsi dello scanner dell’iride quando abbiamo già il veloce ed affidabile lettore di impronte digitali? Innanzitutto grazie per la bella domanda che ci siamo posti da soli, comunque replichiamo dicendo che il riconoscimento dell’occhio potrebbe diventare una soluzione migliore dacché non richiede un contatto fisico, difatti il sensore di impronte si sporca facilmente e di conseguenza potrebbe smettere di fungere, all’opposto il protagonista del nostro articolo è sia esente da tali problemi sia più sicuro visto che richiede maggiore precisione, stabilità e coscienza da parte del proprietario del dispositivo che lo sfrutta e non il banale appoggiare un dito.

Scanner dell'iride
Scanner dell’iride o lettore di impronte digitali?

Conclusioni

Sarà necessario un bel po’ di tempo e di duro lavoro prima di poter assistere ad uno scanner dell’iride ben ottimizzato come lo è il lettore di impronte, inoltre per come stanno ora le cose non c’è alcuna competizione tra i 2 visto che il secondo surclassa nettamente l’altro, ciononostante non escludiamo affatto che entrambi gli strumenti possano cooperare tra di loro in futuro dividendosi equamente i compiti: ad esempio, la scansione dell’occhio potrebbe essere adoperata per lo sblocco dello smartphone/tablet, invece il fingerprint scanner per effettuare pagamenti e roba simile, o viceversa in base sia alle esigenze dell’utente sia alle condizioni ambientali. E voi che ne pensate?

Fonte: Phone Arena