Smartphone e sicurezza: Huawei spiata dall’NSA nell’operazione Shotgiant

Nonostante la globalizzazione abbia abbattuto le barriere nazionali, in diversi ambiti, da parte di alcuni governi, come quello USA, resterebbero alcuni timori legati alla sicurezza nazionale e globale in fatto di telecomunicazioni, settori dominati da aziende di diverse nazionalità, con all’orizzonte una grossa crescita da parte dei produttori asiatici, in particolare cinesi tra i quali spiccherebbe Huawei, finita al centro di un vero e proprio caso di spionaggio.

A rivelare come l’azienda di Ren Zhengfei, CEO nonché fondatore della stessa, fosse stata spiata nelle mail e persino nei codici sorgente dei propri prodotti, sarebbero stati alcuni documenti ufficiali trapelati dall’NSA, ovvero la National Security Agency, che in virtù del successo ottenuto dal colosso cinese, che ricordiamo esser divenuto il terzo produttore globale di smartphone ed addirittura il secondo in apparecchiature per le telecomunicazioni, avrebbero dato vita ad una vera e propria operazione denominata “Shotgiant“, volta a verificare eventuali rapporti tra il CEO Huawei e il governo cinese, ciò anche a causa del passato di Ren Zhengfei nell’ Esercito di Liberazione del Popolo prima di dar vita ad uno dei principali produttori smartphone del globo.

In una recente intervista il CEO Huawei, venuto a conoscenza dello spionaggio, non sarebbe rimasto sorpreso del comportamento USA attaccando persino il mercato statunitense ritenuto ostile nei confronti di Huawei a causa proprio dei timori reverenziali dettati dai rapporti col governo cinese, aspetto che limiterebbe gli affari sul suolo americano in favore di concorrenti sui quali non sembrano esserci dubbi in materia di sicurezza alle infrastrutture di telecomunicazioni, ovvio il riferimento a Samsung, colosso coreano che sarebbe persino in lizza per sostituire BlackBerry nelle dotazioni ufficiali della Casa Bianca.