In maniera analoga è quanto possibile fare su Siri, Google Assistant consente di utilizzare scorciatoie personalizzate per app di terze parti. A tal scopo, illustreremo in questa guida come è possibile usufruire di quest’utile funzione, velocizzando le azioni nel nostro smartphone Android.
Prima dell’aggiornamento, Google Assistant rendeva soltanto possibile aprire app terze attraverso comandi vocali o svolgere attività come chiamare e inviare messaggi audio o testo. Con l’arrivo dell’update tuttavia, Mountain View ha aggiunto un’integrazione più profonda per attività o pagine comuni all’interno di un’app, utilizzando sempre i comandi vocali.
Utilizzando le scorciatoie, potrete chiedere all’assistente di aprire il vostro profilo Instagram, mostrare le iscrizioni o gli abbonamenti ai canali YouTube, controllare le notifiche e gli aggiornamenti di Facebook eccetera.
Google Assistant: come usare le scorciatoie per compiere azioni su app di terze parti
Per usare le scorciatoie su Google Assistant, sarà necessario abilitarle dalle impostazioni. Ecco i passi da seguire:

- Sbloccate il dispositivo e pronunciate il comando vocale hey Google, le mie scorciatoie;
- Qual ora il rilevamento vocale per il richiamo di Google Assistant sia disattivato, aprite manualmente l’assistente, toccate quindi la vostra immagine del profilo, selezionando quindi la voce Impostazioni e scorrendo verso il basso fino a Scorciatoie;
- Qui vedrete un elenco di scorciatoie per azioni, basate sulle app utilizzate. È anche possibile visualizzarle app per app in una lista sotto;
- Toccate ora su un’azione, personalizzate il comando per il collegamento e quindi salvate.
Questo è quanto. Potrete ora utilizzare Google Assistant per richiamare attività e azioni frequenti supportate. È anche possibile personalizzare i comandi per l’azione, cambiando il comando vocale da pronunciare, in base alle proprie necessità, per poterla far svolgere all’assistente.
A partire da ora, Assistant supporta un numero limitato di scorciatoie per app di terze parti, che vanno da Facebook, Instagram, Amazon, TikTok, Spotify, Discord, Snapchat, Etsy, Twitter, Uber e altro, comprendendo ovviamente le app proprietarie Google come YouTube, Gmail, Keep e Maps.





