Secondo quanto riferito, Samsung potrebbe saltare i processi produttivi da 4 nanometri, per puntare e balzare direttamente ai chip da 3 nanometri. La notizia arriva da report provenienti dalla cina, da alcuni addetti ai lavori anonimi. La mossa potrebbe potenzialmente posizionare Samsung davanti ai suoi rivali più importanti, fra cui TSMC, ciò tuttavia non è affatto senza rischi.
Samsung potrebbe effettuare un salto nel vuoto verso il processo produttivo a 3 nanometri
Con la decisione di non investire affatto nella tecnologia a 4 nanometri, per passare direttamente ai 3, Samsung rischia di lasciare l’intero terreno alla concorrenza. In questo modo infatti, la casa salterebbe un’intera generazione di chip, dando l’opportunità ai competitor di avanzare ulteriormente. L’azienda tuttavia punta a riguadagnare il terreno premeditamente perso con la successiva generazione.
A spingere la casa a prendere una decisione del genere, è stata la recente corsa sempre più agguerrita al rimpicciolimento dei circuiti. Samsung rappresenta una delle poche aziende a poter sfidare TSMC in questo campo e fino all’anno scorso, era pronta a lanciare il processo produttivo a 5nm. Ciò tuttavia non è andato come previsto dai piani.

TSMC al contrario, avanza a tutta velocità nella produzione dei chip, con processi produttivi sempre più piccoli, preparandosi già ai 4 e ai 3 nanometri. Nello specifico, il primo di questi due processi produttivi è previsto al lancio nel 2022 o nel 2023. Le carenze di Samsung sono i ritardi in questo campo verso il suo più grande rivale, ciò ha comportato un ritardo significativo nella ricerca e sviluppo della produzione a 3 nanometri.
L’azienda considera quindi il divario come un mezzo per guadagnare ulteriore terreno. Saltando infatti il processo a 4 nanometri, spera di poter dedicare più risorse in maniera più rapida ai chip da 3 nanometri.
Cosa rischia l’azienda?
Innanzitutto il primo è di tipo tecnico. Il rimpicciolimento dei circuiti è da sempre stato costante. Almeno nel corso delle ultime generazioni, aziende come Samsung e TSMC si sono ampiamente affidate al precedente processo produttivo per sviluppare il successivo. Decidendo di saltare direttamente ai 3 nanometri, la casa potrebbe incappare in problematiche che la rallenterebbero ulteriormente.
Esiste anche un rischio finanziario poiché impegnando tutte le risorse nel processo produttivo più piccolo, si rischia di perdere un’intera generazione che comunque apporterà delle migliorie, lasciando quindi le commissioni di produzione dei chip.
L’azienda potrebbe compensare tali perdite riducendo i costi di produzione per gli OEM, ma ciò tuttavia non rappresenta una soluzione di garanzia. Tutto dipenderà dalla differenza prestazionale fra i due processi produttivi, che nel caso dovesse rivelarsi minima, potrebbe rendere totalmente vana la decisione audace di Samsung.





