
Quante volte ci è capitato di imprecare davanti allo schermo del nostro smartphone durante l’apertura di un link? Google nell’anno passato introdusse AMP, acronimo di Accelerated Mobile Pages, progetto atto a ridurre i tempi di attesa per poter consultare pagine web grazie ad un codice molto più snello, funzionale e multipiattaforma. Se inizialmente questa funzionalità era disponibile solo per i risultati che comparivano in cima alle ricerche, a breve verrà esteso a tutti i risultati e per app come Play Edicola e Google News.

Google garantisce che la funzionalità AMP (utilizzabile con il protocollo HTML AMP) non andrà ad modificare il posizionamento delle ricerche degli utenti, e, secondo studi effettuati da Mountain View, permetterà di avere una velocità di caricamento fino a 4 volte superiore e consumare una quantità di dati fino a 10 volte meno rispetto le tradizionali pagine web.

Come saranno riconoscibili le pagine supportate? Semplice: al di sotto del risultato della ricerca comparirà un’icona contenente un fulmine. Basterà tapparlo e il gioco è fatto. Inoltre, con l’estensione di AMP ad applicazioni come Play Edicola e Google News gli utenti potranno leggere in maniera più veloce articoli e notizie senza dover attendere troppo per il caricamento.

Al progetto AMP collaborano sia testate giornalistiche nazionali (La Stampa) che internazionali (The New York Times, El Pais, The Guardian, etc) ma anche aziende come Twitter, WorldPress.com e Linkedin. Attualmente le pagine che utilizzano questa tecnologia sono quasi 150 milioni, e ogni settimana il numero si incrementa di circa 4 milioni. Tutto ciò dimostra quanto sia importante e fondamentale per il futuro questo progetto. Quanti di voi basano le ricerche su pagine AMP?




