Come evitare effetto burn-in

Come evitare l’effetto burn-in sui display AMOLED ed LCD

Ti sarà capitato di discutere con i tuoi amici su quale sia lo schermo con la migliore qualità visiva e resa dei colori e sicuramente, i detrattori dell’OLED avranno tirato l’asso nella manica del temuto effetto burn-in. Purtroppo, col passare del tempo gli schermi OLED sono destinati a presentare questo artefatto. Vediamo di cosa si tratta e come prevenirlo.

  1. Cos’è il burn-in sui display AMOLED e LCD
  2. Come si verifica il burn-in
  3. Come evitare o prevenire il burn-in

 1  Cos’è il burn-in sui display AMOLED e LCD

Il termine “burn-in” non indica certamente lo schermo bruciato nel vero senso della parola, ma descrive un display affetto da zone scolorate o scurite in corrispondenza dei bordi o in zone casuali dello schermo. Il fenomeno può colpire qualsiasi elemento sullo schermo: un colore specifico o gradazioni di colore, il bordo del testo o altro. Il display è perfettamente funzionante al verificarsi di questo problema, ma gli elementi sullo schermo tendono a lasciare una sorta di immagine fantasma di sé stessi, molto fastidiosa. Il fenomeno risale ai vecchi monitor a tubo catodico per PC, i quali, dopo un certo lasso di tempo, tendevano a lasciare residui delle immagini visualizzate a causa dell’esaurimento dei composti di fosforo usati per creare l’immagine.

Effetto burn-in
L’effetto burn-in non è certamente piacevole

Il difetto, nella maggior parte dei casi, non si mostra così evidente, tanto che spesso non viene neppure notato se non sai cosa cercare e comunque si verifica dopo molto tempo. Nei telefoni, l’effetto burn-in si verifica nella maggior parte dei casi in corrispondenza dei tasti di navigazione e nella barra delle notifiche.

 2  Come si verifica il burn-in

Purtroppo non c’è una causa ben precisa, o meglio, non si tratta necessariamente di un guasto o un difetto, ma del semplice ciclo vitale dello schermo che col passare del tempo (generalmente si tratta di molto tempo) è destinato prima o poi a mostrare questo difetto. Il tempo vari in base alla variabilità dei componenti utilizzati per la realizzazione dello schermo, quindi non è possibile fare una previsione esatta. Queste componenti, con il loro invecchiamento perdono di luminosità e siccome questo non avviene in maniera uniforme su tutto lo schermo, la resa dei colori si differenzia gradualmente in alcune parti del display.

 3  Come evitare o prevenire il burn-in

Il problema come già spiegato, non dipende da come tratti il tuo schermo o dall’uso che ne fai, il materiale dal quale è composto semplicemente invecchia e perde luminosità. La tecnologia AMOLED però ha dalla sua parte di essere molto giovane e i produttori stanno cominciando ad adottare delle misure preventive per evitare questo difetto. Samsung usa la disposizione Pentile Subpixel per i suoi AMOLED, come nel Galaxy S3, con una quantità leggermente superiore di pixel blu, i quali richiedono una quantità minore di corrente per funzionare, quindi, usurando più lentamente lo schermo. Questa non è certo una soluzione definitiva, ma è già un modo per aumentare la longevità degli schermi AMOLED.

Esiste anche una soluzione software al problema, come quella utilizzata nei prodotti Android di ultima generazione, ossia l’opzione burn-in protection, che si occupa di spostare periodicamente il contenuto nello schermo, così che quella zona trascorra meno tempo alla riproduzione dello stesso colore. Un modello di Samsung che attualmente dispone di questa tecnologia è il Galaxy S8.

Proteggere il tuo schermo dall’effetto burn-in, ecco alcuni consigli:

  • Mantieni bassa la luminosità del tuo display;
  • imposta un timer di spegnimento dello schermo breve;
  • Se disponibile sul tuo modello, attiva la modalità Immersive;
  • Imposta uno sfondo con colori scuri e cambialo spesso;
  • Imposta una tastiera con un layout scuro.