Android P

Android P impedirà alle app di monitorare la vostra attività di rete

Android P vuol mettere fine alle capacità delle app di terze parti, di monitorare le proprie attività sulla rete durante l’esecuzione dei loro processi in background. La funzionalità è stata scoperta tramite una serie di nuovi cambiamenti, recentemente attuati nel principale repository del progetto Android Open Source, come notato da XDA Developers.

Android P non permetterà alle app di analizzare l’attività di rete in background

La soluzione rappresenta solo il primo passo da parte di Google, per affrontare questa “vulnerabilità” presente da anni nel suo sistema, interessando non solo le app che girano su Android P, ma anche quelle destinate a quest’ultimo.

Nonostante gli attuali requisiti di Google siano più severi di quanto non lo fossero in passato, sono ancora abbastanza labili da limitare i potenziali benefici della nuova funzione, almeno fino al 2020. Al momento infatti, gli sviluppatori sono in grado di utilizzare un SDK più vecchio di un anno rispetto all’ultima versione dell’OS rilasciato, il che significa che app destinate ad Android 7.0 Nougat, vengono ancora accettate sul Play Store, nonostante ormai Oreo sia disponibile in canale stabile da quasi un anno.

Android P

A causa dello stato dello cose quindi, le limitazioni in arrivo dovranno necessariamente essere impiegate per tutte le app, una volta rilasciato il futuro Android Q nel 2020, con gli sviluppatori obbligati quantomeno a scegliere le API 28 e i relativi requisiti di Android P.

Nella pratica, le limitazioni faranno in modo di bloccare una parte del kernel SELinux al network, in modo da impedire alle app di terze parti, di poterne analizzare l’attività in background. Google dovrebbe a breve lanciare la seconda anteprima per gli sviluppatori di Android P, prevista nel suo programma d’apertura dell’annuale conferenza Google I/O 2018, iniziata proprio oggi.

La nuova versione di Android P, passerà poi a numerose build sperimentali, prima di raggiungere il canale stabile nel terzo trimestre dell’anno, poco prima dell’uscita dei nuovi Pixel 3.