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WhatsApp dichiara di collezionare pochissimi dati dagli utenti

Nel frattempo che la società di Facebook è al centro del ciclone per lo scandalo riguardo la fuga dei dati personali degli utenti, anche alcuni suoi servizi facenti parte della sua rete, vengono passati al setaccio. In passato infatti, WhatsApp ha dovuto affrontare alcune controversie riguardo la condivisione di alcuni dati utente con Facebook, ed ora, alla luce dello scandalo in corso, la società si è fatta avanti per rassicurare l’utenza.

WhatsApp: la crittografia end-to-end basta a rassicurare la privacy per gli utenti?

Secondo lo stesso team di sviluppo di WhatsApp infatti, poiché le comunicazioni godono della sicurezza della crittografia end-to-end, il numero di dati che è possibile raccogliere a riguardo é veramente poco. Questo però, nonostante alcuni esperti affermano che la società tiene comunque traccia dei messaggi degli utenti.

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Parlando al Press Trust of India, un portavoce del team di WhatsApp ha dichiarato che:

“WhatsApp raccoglie pochissimi dati ed ogni messaggio è crittografato con la tecnica end-to-end. Contrariamente ai recenti commenti da parte dei media, non teniamo traccia dei messaggi inviati dai nostri utenti ai loro contatti.”

Tuttavia, queste affermazioni sono contestate da Vivek Wadhwa, un imprenditore tecnologico ed accademico che ha dichiarato alla medesima testata:

“La comunicazione end-to-end tra utenti è crittografata e come afferma il team di WhatsApp, può anche essere sicura, ma i metadati e le informazioni sulle chiamate, sono probabilmente estratti dalla compagnia. WhatsApp stessa ha ammesso che sta condividendo informazioni su identità e sui dispositivi con la piattaforma di Facebook, permettendogli di fare il lavoro sporco nello spiare gli utenti.”

Accuse sicuramente non di poco peso, che possono anche avere un certo impatto considerando il periodo in cui per adesso l’intera società naviga. Sfortunatamente comunque, indipendentemente dal fatto che WhatsApp raccolga dati dai suoi utenti, liberarsi del suo servizio non è così facile, data la mole di persone che fa uso dell’app di messaggistica, specialmente per lavoro o anche per la scuola. O forse può essere una buona occasione per la concorrenza di crescere ulteriormente?