Galaxy S10

Samsung Galaxy S10 potrebbe avere uno Snapdragon 855 da 7 nanometri

Nonostante sia decisamente troppo presto per parlare del prossimo dispositivo della celebre gamma Galaxy S di Samsung, vale a dire Galaxy S10, sono già emersi dei dettagli a proposito dell’hardware che verrà utilizzato. Il futuro dispositivo infatti, disporrà di un SoC notevolmente superiore alle attuali versioni con Exynoss 9810 o Snapdragon 845.

Un recente annuncio fatto da Qualcomm infatti, ha rivelato che il prossimo chip della casa americana dovrebbe avere la dimensione di 7 nanometri, e secondo dei rumors, ad utilizzare quel chip potrebbe essere proprio il Samsung Galaxy S10.

Samsung Galaxy S10: il futuro top di gamma avrà un chip da 7 nanometri?

Qualcomm ha svelato il suo modem Snapdragon X24 proprio ieri, una nuova variante LTE che permette velocità di download teoriche fino a 2Gbps. Il costruttore dichiara che questo è il suo primo modem LTE di categoria 20, realizzato con tecnologia FinFET, ad avere il supporto a tali velocità.

Poiché il costruttore ha dichiarato che ci si può aspettare dei dispositivi equipaggiati con il nuovo modem entro la fine dell’anno, questo vuol dire che il modem X24 non farà il suo debutto all’interno del SoC Snapdragon 845, che doterà il Samsung Galaxy S9 in alcuni mercati. All’interno di quest’ultimo infatti, è possibile trovare il modem X20 LTE.

Galaxy S10

Qualcomm deve ancora confermare il processo produttivo del suo prossimo chip di fascia alta, ma il profilo linkedin di un dipendente dell’azienda tuttavia, ha anticipato che il futuro chip, che prenderà il nome di Snapdragon 855, è già in fase di costruzione impiegando la tecnologia FinFET con dimensione di 7 nanometri.

Tutto ciò però, è solamente frutto di speculazioni, basate su prove circostanziali emerse in questo momento. È ancora un po presto quindi, per immaginare i teorici vantaggi che il Galaxy S10 potrebbe avere, impiegando un SoC da 7 nanometri.

Samsung è attualmente impegnata a fornire quest’anno ai clienti, dei prodotti con processo produttivo da 8 ed 11 nanometri, iniziando a proprio rischio la produzione a 7 nanometri. I nuovi chip realizzati con il nuovo processo produttivo, saranno probabilmente superiori ai loro rivali, poiché la realizzazione impiega una tecnologia di litografia ad ultravioletti (EUV, Extreme Ultra Violet), che permette dei benefici in termini hardware.

Non resta che aspettare l’emergere di ulteriori notizie o conferme da parte dei diretti interessati!