Malware in crescita nel 2017, Android al bilico: cosa riserva il futuro per la vostra sicurezza?

Il sempre maggiore utilizzo degli smartphone, rispetto persino i personal computer, ha ormai reso chiaro quanto tutte le informazioni passino tramite i nostri mobile devices rendendoli non solo pratici ma anche una facile minaccia.

Uno dei problemi sempre più sottovalutati dall’opinione pubblica, eppur al centro di forti dibattiti nel mercato e nell’ambito dei manifacturers, pare infatti essere il bivio oramai al quale si è giunti relativamente il dualismo tra malware e patch sicurezza Android cambiando radicalmente il futuro del settore.

Sicurezza Android in bilico: la differenza tra Google ed i vari produttori in termini di garanzie

Benchè se ne voglia, il successo di Android nel mercato e nella diffusione dei sistemi operativi pesa come un macigno sulla problematica relativa la qualità offerta in termini di sicurezza spalancando la via ad un possibile blackout globale che, pur sembrando lontano, non è tanto inverosimile dal reale.

I dati diffusi da dal security Blog di G-Data hanno infatti posto l’attenzione sui numeri di crescita dei malware Android che, dal 2012, hanno visto un’incremento sostanziale prevedendo ben 3.5 milioni di possibili casi in arrivo nel 2017.

Falle sicurezza in Android: quali sono i punti sui quali prestare attenzione?

I motivi di tale crescita e facilità di breccia nel sistema operativo non sono prettamente in seno al codice dell’OS quanto più alla difficoltà di aggiornamento smartphone, i dati sulla frammentazione Android forniti da Google sono infatti eloquenti.

Android-Version Distribution
2.3. – 2.3.7 (“Gingerbread”) 0,9%
4.0.3 – 4.0.4 (“Ice Cream Sandwich”) 0,9%
4.1.x – 4.3 (“Jelly Bean”) 10,1%
4.4 (“KitKat”) 20,0%
5.0 – 5.1 (“Lollipop”) 32,0%
6.0 (“Marshmallow”) 31,2%
7.0 – 7.1 (“Nougat”) 4,9%

 

Si tratta di problematiche strettamente connesse anche alla volontà dei produttori d’investire (economicamente ed umanamente) sulle patch di sicurezza, generando così delle differenze a seconda del prodotto.

Sicurezza e malware per scegliere il dispositivo: quali i brand capaci di tutelare gli utenti?

Google rappresenta senza ombra di dubbio il main brand in quest’ottica, tra i tanti ottimi aspetti consolidati ed apprezzabili dei Pixel non mancano i frequenti aggiornamenti Android necessari per contrastare i malware, evolutisi nel tempo.

Sebbene sia meno apprezzata dai più, anche BlackBerry continua a fornire una certa qualità in quest’ottica pur non offrendo le medesime caratteristiche di dispositivi più in voga come i flagship realizzati da Samsung ed LG che non si elevano in positivo per la tematica sicurezza Android.

Qualcosa che, invece, pare rientrare nelle corde anche dei primari produttori asiatici operanti sul mercato europeo (ed anche asiatico interno, come Xiaomi) avendo trovato il modo di poter garantire a quasi l’intera flotta smartphone aggiornamenti costanti scrivendo una sola patch adattabile a tutti i propri prodotti, con grande risparmio sia economico che di risorse umane.

Cosa riserva quindi il futuro?

Come avvenuto per il mercato computer, e relativamente con Windows, Android sarà sempre più al centro degli attacchi di qualsivoglia natura, con malware in costante evoluzione, richiedendo una doppia attenzione da parte di utenti e produttori.

Ciò che viene chiaramente suggerito a ciascuno di noi riguarda l’attenzione nel salvare le password, evitare d’installare app di terze parti provenienti da siti e fonti non affidabili, effettuare magari scansioni costanti con un buon antivirus sul proprio smartphone >>> Guarda i nostri suggerimenti per i Migliori Antivirus Android

Diverso è invece l’impegno richiesto ai produttori che, anziché realizzare impegnative, costose e dispersive, varianti del medesimo dispositivo dovrebbero concentrarsi sul garantire una costanza nelle patch sicurezza rendendole non un optional bensì una delle funzionalità da promuovere e garantire al pari di fotocamera, processore e features software promosse in campo pubblicitario.

Approfondimenti: G-Data