Google contro i dispositivi con root: in corso il blocco download app Play Store

Tra le molteplici novità che stanno interessando e rimodellando il panorama Android, ben illustrate al Google I/O 2017, una su tutte sembra esser passata in sordina pur rappresentando un cambiamento importante per il download app Play Store.

Il riferimento è chiaramente alla politica adottata dal colosso di Monutain View nei confronti dei dispositivi dotati di root che, a quanto parrebbe, si sarebbe rivolta in contrapposizione avviando un silenzioso, non acclamato ma reale blocco dei download servizi ed app per questi ultimi.

Root Android e download app Play Store: al via il blocco, cosa sta realmente accadendo?

Se i primi segnali emersi con il recente stop di download Pokemon Go avevano gettato l’allarme, sulla base anche della scelta di Netflix di vietare l’accesso ai contenuti streaming per chi possiede un dispositivo con permessi di root, alcune indicazioni del keynote hanno fugato i dubbi.


“Hai installato Netflix sul tuo smartphone? Trova più notizie sul blocco Netflix


E’ il caso del nuovo Google SafetyNet, una rete di sicurezza realizzata dal colosso californiano in virtù della necessità di difendere i propri sviluppatori effettuando uno screening continuo sui dispositivi ed i contenuti Play Store.

Google e sviluppatori convergono per una maggiore sicurezza

I numeri dei download app Play Store potrebbero aver modificato la politica sui permessi di root.
I numeri dei download app Play Store potrebbero aver modificato la politica sui permessi di root.

I recenti dialoghi intrapresi da Big G. con i propri sviluppatori Android, offrendo una maggiore apertura e semplificazione per migliorare ulteriormente l’offerta app da ambo i lati, sono sfociati in obiettivi comuni all’interno del revisionato Google Play Console.

Appare chiaro come non si tratti di una volontà, quella di bloccare il download app Play Store per i dispositivi con custom ROM, dettata dai comuni sviluppatori bensì delle grandi compagnie (Facebook, Netflix, Microsoft) intenzionate a proteggere le funzioni ed i contenuti accessibili in genere via abbonamenti premium e/o acquisiti in-app.

Vita dura per il modding Android?

Non vi è ancora nulla d’ufficiale, se il trend dovesse però esser il seguente la vita per il modding Android potrebbe diventare complessa e ciò alla luce non solo delle maggiori difficoltà dell’ottenere ulteriori permessi quanto anche il beneficio.

Pur in presenza di meccanismi alternativi, rischiereste la vostra esperienza Android per una custom ROM se questa vi costasse l’accesso alle maggiori app d’uso quotidiano?

Approfondimento: Elandroidelibre