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L’Unione Europea dice addio al roaming: ecco tutto quello che c’è da sapere [FAQ]

Dopo anni di tentennamenti e dubbi riguardo la faccenda nonché dopo l’accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione raggiunto l’1 febbraio, possiamo finalmente segnare il 7 aprile 2017 come la data in cui il Parlamento Europeo ha finalmente approvato in via definitiva la legge che stabilisce l’abolizione dei costi di roaming nei paesi dell’Unione Europea. La decisione è stata ufficialmente approvata dai parlamentari europei con 579 voti favorevoli, 27 contrari e 50 astenuti: a partire dal 15 giugno 2017 si potrà quindi viaggiare in Europa facendo uso della propria tariffa nazionale!

Ma dov’è la fregatura?

Innanzitutto ci teniamo a precisare che è tutto vero e che non c’è alcun inganno dietro l’angolo, poiché l’Unione Europea ha insistito fermamente perché venisse messo in atto il roam like at home (conosciuto anche come RLAH), che consentirà a tutti i cittadini europei di spostarsi da un paese all’altro senza doversi preoccupare troppo della propria tariffa: esatto, perché ci sono comunque alcuni dettagli da tenere a mente che, aiutandoci con le FAQ messe a disposizione dall’Unione Europea, proveremo a chiarirvi nel migliore dei modi.

 1  In quali paesi sarà possibile utilizzare il roaming gratuito?

Il roaming gratuito sarà disponibile tutti i 28 paesi dell’Unione Europea, ossia: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito.

Per gli altri paesi appartenenti alla European Economic Area (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), invece, il roam like at home verrà introdotto poco dopo il 15 giugno.

 2  Cosa cambia, in Italia, per chi riceve chiamate dall’estero?

Assolutamente nulla, le nuove normative appena citate riguardano solo ed esclusivamente le tariffe relative a quando ci troviamo all’estero. Per quanto concerne le chiamate dall’estero verso l’Italia non è prevista alcuna modifica, vengono mantenute le stesse tariffe previste dal proprio operatore, e lo stesso vale in caso di chiamate dall’Italia verso l’estero.

 3  “Verrà applicata qualche modulazione alla mia tariffa?”

Pur potendo continuare ad usufruire del proprio piano tariffario anche all’estero, senza limite alcuno per chiamate ed SMS rispetto al pacchetto stabilito dal proprio operatore, c’è una restrizione sull’utilizzo dei dati, che ci premuriamo di spiegarvi a seguito.

Roaming UE: cosa cambia per i dati mobili?Roaming

In sintesi, le condizioni del roam like at home danno agli operatori esteri la possibilità di applicare un sovrapprezzo se nel paese d’origine l’utente paga 1 GB meno di 3,85€. Cifra che negli anni a seguire si abbasserà gradualmente fino a raggiungere i 2,5€/GB nel 2022 seguendo il seguente schema:

  • 7,7€/GB (dal 15 giugno 2017)
  • 6€/GB (dal 1 gennaio 2018)
  • 4,5€/GB (dal 1 gennaio 2019)
  • 3,5€/GB (dal 1 gennaio 2020)
  • 3€/GB (dal 1 gennaio 2021)
  • 2,5€/GB (dal 1 gennaio 2022)

Ma niente paura, sarà possibile utilizzare un determinato numero di GB senza dover pagare nulla, mentre verranno applicate delle commissioni una volta superata tale soglia.

“Ma quanti GB posso utilizzare? E a quanto ammontano le eventuali commissioni?”

Niente paura, in primo luogo, per scoprire se un operatore estero può applicare delle commissioni è necessario calcolare il rapporto €/GB del tuo attuale piano tariffario, per verificare se sia o meno inferiore a 3,85€ (tasse escluse). In Italia le aliquote sulla telefonia ammontano al 22%, ciò implica che prima di iniziare con i calcoli è necessario ottenere il costo della tua tariffa IVA esclusa. Niente di più semplice: basta dividere il totale per 100, moltiplicare per 22 e sottrarre la cifra ottenuta dalla spesa totale.

Ad esempio, se paghi 10€ ogni 4 settimane il calcolo da effettuare sarà il seguente:

10-(10/100*22) = 10 – 2,2 = 7,80€

Nell’esempio che abbiamo appena visto l’IVA risulta essere pari a 2,2€, mentre il costo tasse escluse è di 7,80€, cifra che andrà divisa per il numero di GB del nostro piano dati. Supponiamo che la nostra tariffa preveda un costo di 10€ ogni 4 settimane per un totale di 4 GB inclusi:

7,80/4 = 1,95€

In questo caso, il risultato ottenuto pari a 1,95€ e minore quindi di 3,85€, rendendo di fatto non tutti i GB offerti dal nostro piano disponibili all’estero. Se invece il risultato fosse stato uguale o superiore a 3,85€, tutti i GB inclusi nell’offerta sarebbero stati disponibili per l’utilizzo all’estero.

Come calcolare il numero di GB disponibili all’estero

A seguire, per venire a conoscenza di quanti GB sarà possibile utilizzare all’estero è necessario tener conto del costo massimo all’ingrosso per 1 GB di traffico, cifra attualmente pari a 7,7€ (prezzo che si abbasserà nel corso dei prossimi anni seguendo lo schema precedentemente riportato), ed effettuare la seguente operazione:

2*(CostoTariffaSenzaIVA / CostoMassimoAll’ingrosso) = NumeroGBinRoaming

Detto ciò, tornando all’esempio preso in considerazione poco prima, se il costo senza IVA del nostro piano dati è di 7,80€ proseguiremo in tal modo:

2*(7,80 / 7,7) = 1,01

Il risultato ottenuto (nel nostro caso 1,01) sarà il numero minimo di GB che il nostro operatore dovrà offrirci all’estero.

 4  Roaming UE e fair use: quali sono le regole da rispettare?

L’unica regola da tenere a mente per rientrare per il corretto utilizzo del roaming è quella di trascorrere all’estero meno tempo di quanto trascorso in patria. A parte ciò, non sembra quindi esserci un numero di giorni massimo che è possibile trascorrere all’estero.

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Nell’eventualità che tale condizione non venga rispettata, l’operatore potrà procedere contattando il cliente e chiedendo spiegazioni, che dovranno essere fornite entro un limite massimo di 14 giorni. Nel caso in cui l’utente continui ad utilizzare il roaming, l’operatore potrà allora applicare i sovrapprezzi stabiliti, elencati a seguito:

  • Chiamate: 3,2 cent per minuto (+ tasse)
  • SMS: 1 cent per SMS (+ tasse)
  • Dati: 7,7€ per 1GB (+tasse)

 5  Il roaming varia a seconda dell’operatore? E sono previste deroghe?

No ad entrambe le domande: tutti gli operatori dovranno azzerare i costi di roaming; non sono previste distinzioni da gestore a gestore nonché alcuna deroga che possa interessare i clienti dei quattro principali operatori italiani, Vodafone, TIM, Wind e 3.

Nonostante ciò, i gestori possono chiedere un rinvio di 12 mesi per per adeguarsi alla normativa dell’azzeramento dei costi in roaming, solo nel caso in cui tale cambiamento comporti perdite superiori al 3% del fatturato annuale. Ma visto e considerato che, sulla base delle analisi statistiche effettuate dalla Commissione Europea, la maggior parte dei clienti trascorre in media circa 2,2 giorni l’anno all’estero, appare comunque davvero molto improbabile che la tariffa roam like at home influisca sensibilmente sul fatturato annuale.

 6  “Cosa devo fare per non pagare più il roaming?”

Come accennato inizialmente, a partire dal 15 giugno 2017 tutti gli operatori dovrebbero automaticamente applicare l’azzeramento del roaming. Nell’eventualità che il vostro piano includa una tariffa per il roaming, il gestore sarà tenuto a contattarvi chiedendo se volete mantenerla o se preferite passare al roam like at home previsto dall’Unione Europea. Nel caso in cui non dovesse pervenire alcuna risposta, verrà automaticamente applicato il roam like at home.

Nel caso in cui il vostro gestore non dovesse applicare in tempo la variazione e vi addebitasse dei costi, sarà possibile contestare la cifra pagata. Se il vostro l’operatore dovesse negarvi il rimborso, dovrete rivolgervi all’autorità competente per il paese di riferimento, che nel caso dell’Italia risponde al nome di AGCOM.