Facebook Reactions: le reazioni in fase di test su Messenger

I cambiamenti avanzati da Facebook nell’arco degli ultimi mesi non stanno soltanto rimodellando l’idea del noto social network quanto anche l’approccio e la qualità di comunicazione tra gli utenti, aspetti particolarmente marcati dal lancio delle “reazioni“.

Le Facebook Reactions, oltre ad aver rivitalizzato l’utilizzo del tasto Mi Piace offrendo una larga scala d’interpretazioni, potrebbero presto sbarcare anche sulla piattaforma d’instant messaging estendendo ulteriormente la qualità comunicativa all’interno di una sfera – quella della messaggistica – già contraddistinta da un forte dominio da parte del colosso di Mark Zuckerberg.

Reazioni e Facebook Messenger: una nuova frontiera per la chat

Non è infatti un mistero come la modalità sia attualmente in fase di test, sottoposta alla valutazione di alcuni fortunati tester selezionati in modalità random, visionando l’opportunità d’integrare ben cinque reazioni emotive seguendo lo stesso schema funzionale attualmente disponibile per Facebook News Feed.

Prime anticipazioni delle Reazioni in Facebook Messenger

Visionando i primi screen d’anticipazione, appare chiaro come il social non voglia differenziare l’esperienza d’uso offerta sino ad oggi proponendo un emoij dedicata all’amore, una all’odio ed altre tre varianti di approvazione tra la felicità, lo stato di sorpresa e la tristezza evitando di proposito qualsivoglia negatività ed al contempo stimolando la velocità di risposta dell’utente senza limitarne l’espressività.

Facebook reactions: un successo da 300 milioni d’interazioni in 12 mesi

L’idea e la funzionalità non rappresentano del tutto una sorpresa se si presta uno sguardo ai numeri del lancio delle Reactions all’interno del meccanismo di News Feed con una riuscita pari a 300 milioni di risposte in un arco temporale di appena 12 mesi.

Fattori che potrebbero presto indurre al lancio ufficiale, non tanto per la fiducia di successo quanto sopratutto per la necessità da parte del social network di consolidare ulteriormente un mercato nel quale competitors come Google, WeChat, Line e Telegram avanzano quotidianamente pure mantenendone attualmente l’egemonia.