Android O è ufficiale, o quasi: facciamo il punto sulle novità integrate

L’attesa relativa le novità funzionali e grafiche della prossima release del robottino verde, ovvero Android O, pare esser finalmente giunta al termine fornendo finalmente qualche elemento concreto e maggiori certezze sula direzione intrapresa per l’OS.

Ciò è almeno il risultato finale fornito dal colosso di Mountain View dopo il lancio ufficiale della Developer Preview che, del tutto a sorpresa, è stata resa accessibile in modo ufficiale quasi contestualmente non solo alla futura e completa presentazione al Google I/O quanto anche ai dubbi relativamente la propria assenza.

Google toglie il velo da Android O mostrando “la carrozzeria”: nuove notifiche, gestione intelligente dei consumi, tanto rinnovamento grafico e maggior personalizzazione.

Il risultato finale, ampiamente ipotizzato dalle prime previsioni quasi totalmente confermate, non solo soddisfa le aspettative ma lascia spazio anche a qualche sorpresa dimostrando un cambio di rotta nello sviluppo Android che tiene conto delle criticità storiche ma prova a superarle con un nuovo spirito.

Di seguito un sunto, per quanto visionato dalla Developer Preview Android O, di ciò che ci attende.

Consumi ed app in background

Inutile girarci intorno, il punto focale delle ultime due versioni – con scarso successo, bisogna ammetterlo – era stato il miglioramento delle prestazioni in termini di gestione dei consumi ed autonomia, con processi che finalmente sembrano abbiano trovato la quadratura del cerchio dopo Marshmallow e Nougat.

Il nuovo meccanismo “Background limits” pone in riga le applicazioni in base a protocolli di priorità, chiaramente da gestire con la collaborazione degli sviluppatori, al fine di rendere l’OS più arbitro e meno vittima di processi forzati all’inverosimile una volta cessati, ovvero il problema alla base del battery drain.

Temi, notifiche e personalizzazione

Altro aspetto capace di porsi in evidenza nella nuova versione Android riguarda senza dubbio il raggio d’azione della personalizzazione che abbraccia non solo i temi quanto anche la barra di navigazione, le notifiche stesse e persino le icone.

Android O permetterà agli sviluppatori di creare icone adattative, non necessariamente stabili bensì mutevoli anche rispetto l’interfaccia UI in utilizzo dal dispositivo, garantendo una diversificazione neppure troppo complessa per gli sviluppatori nell’ottica della personalizzazione.

Quest’ultima, concetto da sempre caro a Google e vero punto di forza di Android, sfocia all’interno del System UI Tuner (presente nelle Impostazioni) pensato per abilitare scorciatoie nella barra di navigazione, applicare nativamente temi per la barra delle notifiche e dei toggles rapidi oppure gestire i comportamenti: un fenomeno che richiama da lontano le peculiarità di molte delle interfacce proprietarie dei principali costruttori.

Categorie nelle notifiche

Organizzazione e semplicità di gestione, se i paramatri alla base di Android O sono proprio l’incremento della gestione pur offrendo intuitività nel conseguire l’obiettivo allora i nuovi protocolli delle notifiche vi colpiranno positivamente.

Il sistema permette infatti la categorizzazione delle notifiche, evitando accumuli infinite e bensì rendendo più smart la gestione con la possibilità di saltare le notifiche raggruppate meno interessanti a seconda della tematica.

API e completamento automatico

Uno dei processi più interessanti, ampiamente discusso nelle ipotesi antecedenti il lancio, riguardava resa intelligente del meccanismo di copia-incolla delle informazioni, una funzione apparsa come Copy Less e contraddistinta dall’utilizzo anche di Assistant.

Le nuove API integrate in Android O visionate in questa prima Developer Preview sembrano alquanto lontane dall’idea che avevamo maturato, ciononostante il miglioramento è notevole e punteranno – anche su base di scelta autonomia degli sviluppatori – di selezionare automaticamente le informazioni utili tra i campi ripetitivi a seconda delle necessità.

Picture-in-picture ed adattamento al display

La seguente è una funzionalità tutt’oggi non del tutto visionabile, causa assenza della medesima implementazione nelle app accessibili dal Play Store, eppure stando alle prime descrizioni si porrà lo scopo di fornire un’interfaccia – forse floating – tramite la quale visionare un video mentre si svolgono altre azioni come mandare un’email o rispondere in chat.

Al contempo, da quì la forte collaborazione con i produttori e la voglia di diversificare l’esperienza Android a seconda del dispositivo, le applicazioni potranno ottimizzare la resa risolutiva e di colori su quei modelli con display particolarmente prestanti.

Maggiore collaborazione con i produttori, Android O avvicina maggiormente Google al comparto produttivo ed agli utenti

Il lavoro svolto per molte delle funzionalità primarie discusse, quanto anche per le secondarie meno analizzate da parte nostra in attesa della presentazione completa, risulta il frutto di un maggiore dialogo tra Google e le principali company di settore.

Che sia frutto anche della voglia di stimolare ciascuno a dare il meglio anche per lo sviluppo mobile, o semplicemente la necessità di ridurre la frammentazione e la dispersione attraverso un OS meno “adattato” ed invece più “flessibile/malleabile”, il risultato sembra decisamente incoraggiante e promette di garantire una certa diversificazione più in base al dispositivo che effettivamente all’hardware come visionato ad oggi.