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WhatsApp fa dietrofront: niente condivisione di informazioni con Facebook

L’estate 2016 verrà sicuramente ricordata per il tormentone di Pokémon Go e per la bollente questione riguardante lo scambio di informazioni tra gli account del noto instant messenger WhatsApp e Facebook. Dopo tante chiacchere e una cattiva divulgazione della notizia (motivo per cui noi di Android.Caotic decidemmo di scrivere una piccola guida), oggi arriva un grosso dietrofront. Scopriamone meglio i dettagli.

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Una “simpatica” quanto eloquente rappresentazione inerente alla notizia.

Nonostante la notizia fosse già semplice e chiara in partenza, venne a crearsi un grande allarmismo tra la moltitudine degli utenti a causa di una pessima interpretazione e informazione. Ovviamente il forte risalto mediatico della news attirò l’attenzione della Commissione Europea e di altri enti nazionali come il Codacons, che intervennero chiedendo informazioni più approfondite.

Prima di entrare nel vivo, per aiutarti a comprendere meglio la lettura ti spieghiamo cosa sono i metadati. Come dice la parola stessa, sono dati che riguardano altri dati e servono per delineare il ritratto della rete di noi utenti. Vuoi un esempio pratico? Lo storico delle tue telefonate, dove troverai il numero, a quale ora e quanto è durata la conversazione. Escludendone il contenuto, l’insieme di questi dati formano un metadato.

Facebook ha risposto più volte di come l’eventuale scelta degli utenti di condividere informazioni non avrebbe deturpato la privacy personale: l’obbiettivo della compagnia era solamente quello di ottenere più metadati possibili per poterli campionare, affinando così i propri algoritmi in grado da proporre inserzioni pubblicitarie più mirate e precise.

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Sapevi che WhatsApp venne acquistato da Facebook per la cifra di 19 milioni di Dollari?

Anche se la documentazione fornita dal social network sembra essere regolare e completa, non è stata reputata sufficiente, tanto che la Commissione Europea si è mossa per via legale chiedendo esplicitamente la conclusione immediata dello scambio di metadati tra le due piattaforme.

Una presa di posizione netta e decisa che ha portato i suoi frutti, tant’è che WhatsApp ha ufficialmente abolito questa opzione all’interno delle impostazioni. Una buona notizia per chi aveva ignorato gli avvisi e una vittoria da parte degli enti per il rispetto della privacy degli utenti, con Facebook che continuerà ad assimilare metadati solamente sulla propria piattaforma.