Smart

Un mondo smart per persone poco smart

“Si stava meglio quando si stava peggio”, cita un noto proverbio. Per chi non lo sapesse, vuol dire che le novità non sempre portano ad un miglioramento. Pensiero che, con il passare dei giorni, ho iniziato a condividere anche io. Perché è vero: non siamo abbastanza smart per tutta questa innovazione. E visto che Android Caotic tratta dispositivi mobili, è di loro che parlerò.

Smart significa “intelligente”

Sono nato nel 1988, ma non mi sento un nativo digitale. Certo, la tecnologia si era affacciata già da parecchi anni nel panorama mondiale. I primi computer, cellulari, console e device vari erano semplici, ingombranti e svolgevano l’essenziale. Internet era agli inizi, molto diverso da come lo conosciamo adesso.

Il progresso però sta rovinando l’umanità. E la causa è da ricercare in coloro che ne fanno un utilizzo sbagliato. Infatti, circolano fin troppo spesso notizie su vicende legate a tale argomento. Un esempio?

Il cyberbullismo, il più conosciuto. Oggi, il 34% del bullismo è online. Un dato sconcertante. Esso avviene tramite SMS, e-mail e, negli ultimi tempi, piattaforme di messaggistica istantanea e social network. E si sa: appena il materiale sensibile entra in Rete, è impossibile eliminarlo.

Sono sicuro che, almeno una volta, hai sentito di aggressori che hanno filmato la vittima mentre la picchiavano e deridevano. Il motivo? Chissà, forse per vanto, per manifestare superiorità agli occhi altrui. O semplicemente per stupidaggine.

È chiaro che il bullismo è un comportamento sociale che andrebbe evitato a prescindere, sul web o no che sia. È un problema attuale, serio ed importante, che va annientato con l’educazione al rispetto verso il prossimo. Sempre e comunque.

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Cyberbullismo, la piaga della società moderna.

Non solo bullismo

Un altro esempio riguarda l’organizzazione militare e terroristica che sta facendo tremare il pianeta: l’Isis. Lo sapevi che ha sviluppato un’applicazione per insegnare l’alfabeto ai bambini? Il suo nome è Huroof, è disponibile per Android (non è scaricabile da Google Play) ed è stata diffusa dal Califfato sui canali ufficiali.

Fin qui niente di male, se non fosse che ad ogni lettera è associata un’arma, con tanto di immagine esplicativa. La grafica è ben curata e colorata in modo da attrarre maggiormente la nuova generazione. Si evince dunque che il vero fine è di istruirla alla guerra, al combattimento. Inquietante e vergognoso.

Ma non è l’unica app creata dai soldati islamici. C’è pure Alrawi, una chat che sfrutta un sistema di crittografia simile a quello di Facebook Messenger e WhatsApp. La comunicazione tra i jihadisti avviene in totale sicurezza, così le possibilità che i messaggi vengano intercettati e tradotti dagli organi indagatori sono pressoché nulle.

Credimi, sono tantissimi i casi in cui l’uomo si è dimostrato poco smart davanti all’evoluzione. Non li sto ad elencare uno per uno, altrimenti non finisco più. Tra l’altro, molti sono talmente stupidi e patetici che ancora non mi spiego come possano essere accaduti. E le conseguenze sono state disastrose.

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Alcuni screenshot di Huroof.

Conclusioni

Esiste una soluzione per evitare tutto ciò? Bella domanda, magari conoscessi la risposta. Un’idea però ce l’avrei: lavorare prima sugli esseri umani e soltanto dopo sulle “macchine”. Perché il progresso non può essere ritenuto tale se colui che ne usufruisce lo fa in maniera errata, danneggiando chi lo circonda. Lo scopo della tecnologia è di ottimizzare la vita, non rovinarla.

E aggiungo: non mi dispiacerebbe se maggior tempo, impegno e denaro venissero impiegati per la ricerca scientifica, la medicina ed altri campi utili, piuttosto che per realizzare lo scanner dell’iride, il lettore di impronte digitali e le futilità varie da equipaggiare sugli smartphone e i tablet. Vivremmo di sicuro in una società migliore, in un mondo migliore.

Ah, naturalmente sei libero di dire la tua. Anzi, mi aspetto che tu lo faccia. Sei d’accordo con quanto ho scritto? Oppure no? Lascia un commento qui sotto. La tua opinione è fondamentale.