Google Pixel

Google Pixel ha la miglior fotocamera: parola di DXoMark

Passano i giorni e si scoprono sempre più dettagli sui nuovi smartphone di Big G, mentre Google in borsa ottiene risultati record. Nella giornata di oggi Qualcomm ha comunicato che attualmente sono presenti due varianti dello Snapdragon 821 e a bordo dei nuovi smartphone sarà presente la versione meno potente (ma non fatevi ingannare), mentre nuovi test parlano della fotocamera dei Google Pixel strabiliante.

Procediamo con ordine parlando prima del SoC. Qualcomm produce due linee di Soc Snapdragon 821, una che si spinge ad una frequenza di clock di 2.34 GHz con GPU a 653 MHz, mentre la seconda (che verrà utilizzata per i Google Pixel) opera ad una frequenza più moderata di 2.15 GHz e la GPU a 624 MHz: la stessa dei Snapdragon 820.

La scelta di Google è quella di fornire prestazioni da top di gamma senza incidere oltremodo sull’autonomia dei nuovi dispositivi (il risparmio si attesta attorno ad un 5%). Ma perché scegliere un SoC nuovo che offre le stesse prestazioni di uno più datato? Con questa domanda introduciamo il secondo punto della notizia, ovvero il reparto ottico.

Google Pixel
Ottime prestazioni e fotocamera strabiliante: i nuovi Google Pixel stanno per arrivare.

Sui nuovi Snapdragon 821 approda la seconda generazione dello Spectra Image Signal Processor, capace di catturare una maggior gamma di colori anche in condizioni di scarsa luce e rendere più efficiente l’autofocus. Oltre a questo, Google ha studiato a fondo come sfruttare al meglio delle possibilità il DSP Hexagon, riuscendo nell’intento di scattare foto sempre e solo in HDR+.

Google Pixel
Google lo aveva anticipato: fotografie perfette in qualsiasi condizione ad una qualità superiore.

Questo sta a significare che ogni volta che la fotocamera verrà chiamata in causa, il sensore (Sony  Exmor IMX 378 da 12,3 MP f/2.0) inizierà ad acquisire immagini in maniera continua, senza nessun rallentamento: secondo i test effettuati da DXomark sembra che Google Pixel riesca a catturare fino a 9 foto consecutive in HDR+ al ritmo di una al secondo, cedendo poi il passo al tradizionale scatto.

Google non è la prima azienda che studia software dedicati atti a sfruttare al meglio le proprie periferiche di acquisizione d’immagini, ma stando ai commenti degli esperti del settore, nessuno è mai riuscito a spingersi così lontano riuscendo ad ottenere questi risultati. DXoMark (nel link potete visualizzare il report) ha attribuito un voto finale di 89, mai rilasciato sino ad oggi ad uno smartphone. Che non sia solo la prima di una lunga lista di sorprese?