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Doppia fotocamera sugli smartphone, come funziona e perché sempre più produttori la utilizzano?

Una delle features che certamente va di moda sugli smartphone di questa generazione è sicuramente quella della doppia fotocamera posteriore. Si tratta di soluzioni progettuali che hanno cambiato il modo di fare fotografia con gli smartphone e che di certo meritano un piccolo approfondimento.

In questo articolo andremo quindi ad analizzare le principali proposte dual camera del 2016, mettendo in evidenza i rispettivi principi alla base del loro funzionamento. Tutto ciò, non prima di dare uno sguardo al passato, per capire come e quando ha preso piede questa tendenza che sembra essere diventata virale.

Smartphone con doppia fotocamera: un po’ di storia

Torniamo nel lontano (tecnologicamente parlando) 2011, anno in cui le forme di intrattenimento 3D stavano prendendo di nuovo piede e nei cinema erano già molti i film visibili grazie agli occhialini che tutti noi conosciamo. È in questo contesto che LG ed HTC pensarono di realizzare i primi device dual camera, rispettivamente l’LG Optimus 3D e l’HTC EVO 3D.

Come ci suggerisce il nome, questi due prodotti puntavano sulla realizzazione di immagini 3D sfruttando il sistema di acquisizione stereoscopico permesso dalla doppia fotocamera. I risultati ottenuti, sebbene mai visti prima su di uno smartphone, non erano per nulla soddisfacenti e per tale motivo abbiamo visto un repentino abbandono di questo tipo di soluzioni.

Doppia fotocamera
HTC Evo 3D, uno dei primi smartphone con doppia fotocamera

È stato il 2014 l’anno della svolta: HTC ci riprovava con il suo One M8 mentre Huawei, o meglio, Honor, realizzando l’Honor 6 Plus, si cimentava per la prima volta nella realizzazione di un terminale dual camera. Sono stati fatti dei passi da gigante rispetto alle precedenti generazioni e finalmente i risultati di anni di ricerca e sviluppo potevano essere definiti più che soddisfacenti.

Nei due modelli appena citati, la doppia fotocamera serviva a catturare le informazioni sulla profondità di campo, permettendo di registrare la posizione dei vari oggetti e di effettuare, in post processing, un refocus selettivo degli scatti. Sebbene il principio di funzionamento fosse lo stesso per entrambi i terminali, ovvero quello di poter variare virtualmente l’apertura focale del secondo sensore, è Huawei che ha saputo sfruttarlo al meglio, questo grazie anche al processore ISP dedicato che permetteva di realizzare immagini dalla risoluzione di 13 megapixel contro quelle da 4,1 restituite da One M8.

Doppia fotocamera
HTC One M8

Il 2015 non ha visto novità sotto questo punto di vista, quindi eccoci nel 2016, anno interessato da un vero e proprio boom di nascite di smartphone dalla doppia fotocamera. Molti sono i produttori che hanno adottato tale soluzione, Huawei,  Honor, LG, Apple ed altri nomi meno noti, ognuno interpretando in modo personale il concetto di dispositivo con doppio sensore fotografico. Nel prosieguo, quindi, verranno analizzate, spiegandone il funzionamento, le principali tipologie di soluzioni dual camera proposte in questo 2016.

Soluzioni dual camera: ecco le principali proposte 2016!

Huawei ed Honor puntano sui sensori monocromatici!

Huawei, prima con i P9 e P9 Plus, e successivamente con l’Honor 8, ha sicuramente dato un’interpretazione originale di doppia fotocamera posteriore. Nei top gamma appena citati infatti, troviamo due sensori da 12 megapixel ognuno, di cui uno adibito agli scatti RGB (a colori) e l’altro a quelli monocromatici. La società ha voluto sfornare dei prodotti che sul lato fotocamera fossero all’altezza dei principali cameraphone, quelli di Samsung ed LG in primis, ma non ha voluto sacrificare lo stile e l’eleganza che hanno finora caratterizzato i suoi dispositivi high-end.

Per tale motivo, invece di optare per fotocamere grosse e sporgenti, ha preferito utilizzare due sensori a filo con la scocca (Huawei P9 è spesso solo 6,95 millimetri), che, lavorando simultaneamente, riescono ad offrire scatti luminosi e ben definiti anche in scarse condizioni di illuminazione nonostante l’ampia apertura focale dei due obiettivi.

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Huawei P9, smartphone dual camera con lenti certificate da Leica

Questo è reso possibile grazie al sensore monocromatico, che, non dovendo preoccuparsi delle informazioni relative al colore, è in grado di catturare più dettagli nelle zone interessate da una scarsa illuminazione. Ciò non toglie che i top gamma di Huawei ed Honor non siano in grado di sfruttare le funzionalità di refocus e di ricostruzione stereoscopica della scena. Huawei è stata la prima ad utilizzare questa filosofia ma ci sono già altri produttori come LeEco che si sono uniformati a questi principi di utilizzo.

LG ed Apple preferiscono il grandangolo!

LG ed Apple hanno deciso di sfruttare in maniera diversa le possibilità offerte da una seconda fotocamera posteriore. Durante quest’anno il colosso sud coreano ha realizzato ben tre device dotati di questa feature, il G5, l’X Cam ed il V20, mentre la casa di Cupertino l’ha adottata sul recentissimo iPhone 7 Plus. Tutti questi terminali sono accomunati dal fatto che la seconda camera è dotata di obiettivo grandangolare che permette di scattare delle panoramiche davvero mozzafiato.

Doppia fotocamera
Doppio modulo dell’LG G5: il secondo sensore ha un obiettivo grandangolare

C’è stata una leggera rinuncia all’estetica, tutti i prodotti citati hanno infatti delle fotocamere abbastanza sporgenti, ma hanno di certo saputo implementare una funzionalità unica nel suo genere. È da sottolineare inoltre, che Apple, nella seconda camera del suo iPhone 7 Plus, ha implementato anche un teleobiettivo che permette di effettuare zoom ottici fino a 2x.

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iPhone 7 Plus con doppia fotocamera posteriore

Concludendo, perché sempre più produttori scelgono di realizzare dispositivi dual camera?

L’utenza cerca in uno smartphone un prodotto che sappia fare molteplici cose ed anche in maniera eccelsa. Questo vale anche dal punto di vista fotografico, ma è un dato di fatto che un telefono non potrà mai e poi mai eguagliare le prestazioni di una macchina fotografica professionale, oggetto progettato esclusivamente per uno scopo.

È quindi difficile spiegare il motivo di un numero sempre crescente di device dual camera se non in un’ottica puramente commerciale. In un mercato così saturo come quello degli smartphone è difficile presentare ogni anno qualcosa di nuovo e soprattutto utile. È per tale motivo che vedo nella decisione di implementare un doppio modulo fotografico su di uno smartphone, più una scelta di marketing piuttosto che quella di offrire veramente qualcosa di necessario e professionale.

Ciò non toglie, però, che sui device citati in questo articolo sanno offrire qualcosa di nuovo e particolare, magari non necessario, ma che di certo ci permette di divertire e fare cose con un telefono un tempo impensabili. Voi che ne pensate?