display pieghevole flessibile
Esempio di display pieghevole

Display pieghevoli: stato dell’arte, limiti e sviluppi futuri

Essendo i display dei componenti essenziali per interfacciarsi con qualsiasi apparecchio elettronico, sono stati molti gli sforzi che i maggiori giganti hi-tech hanno compiuto per realizzare ed offrire prodotti sempre più completi ed efficienti. Basti pensare a tutta l’evoluzione che i display hanno subito nel corso di pochi decenni, dal bianco e nero al colore, dal tubo catodico all’LCD, fino ad arrivare ai display di pochi pollici dalle impressionanti risoluzioni.

Non c’è da stupirsi, quindi, se in questo articolo parleremo dei display pieghevoli, oggetti già noti da anni ma per i quali, solo in questo 2016, si incominciano a vedere possibili scenari di applicazione.

Display pieghevoli: stato dell’arte

Il fattore che ha reso possibile la realizzazione di display flessibili è senza ombra di dubbio il progressivo abbandono della tecnologia LCD in favore di quella OLED. Questo termine è l’acronimo di Organic Light Emitted Diode e sta ad indicare quella tipologia di pannelli che, contrariamente ai già citati LCD, non necessitano di un sistema di retroilluminazione per la riproduzione dei contenuti.

Display OLED pieghevole
Display OLED pieghevole

I display OLED emettono luce propria quando attraversati da corrente, ed essendo molto più sottili, leggeri e resistenti di quelli tradizionali hanno addirittura la possibilità di essere flessi. Questo tipo di soluzione l’abbiamo vista negli ultimi due anni a bordo degli LG G Flex, ma siamo ancora lontani dal poterla definire display pieghevole su se stesso.

Per fortuna la tecnologia fa passi da gigante ed in questo 2016 sono molti i produttori che hanno avuto modo di mostrare i frutti dei loro ingenti investimenti in questo particolare settore. Primi tra tutti Samsung, LG e Lenovo.

Durante la Display Week 2016, Samsung ha mostrato al pubblico il suo primo display Full HD arrotolabile su stesso. Si tratta di un’unità da 5,7 pollici che può essere arrotolata e contenuta in un cilindro dal diametro di appena 20 mm. Come vedete è davvero sottile, ma come specificato nel video è sprovvisto di un’unità touch che ne possa permettere l’utilizzo in un eventuale smartphone. È da sottolineare tuttavia che, secondo alcuni report di Bloomberg, il colosso sud coreano potrebbe lanciare i suoi primi smartphone con schermi pieghevoli già a patire dai primi mesi del 2017.

Anche LG sembra sia ad uno stato avanzato dei lavori, tant’è che ha effettuato investimenti di miliardi di dollari nella produzione di display POLED (Plastic OLED) e che nello scorso febbraio ha mostrato un prototipo di smartphone pieghevole funzionante. ReFlex è il suo nome, e nel video a seguire potete vedere come con esso si possa sfogliare un ebook semplicemente flettendolo o come, più comunemente, sia possibile digitare un numero sul suo schermo touch.

Il produttore che allo stato attuale sembra più avanti rispetto ai concorrenti è tuttavia Lenovo. Durante l’evento tenutosi a giugno il cui protagonista principale era il Moto Z, il colosso cinese non ha perso occasione per mostrare al pubblico i suoi prototipi di smartphone e tablet pieghevoli. Il tablet è un dispositivo da 8 pollici richiudibile a metà, mentre lo smartphone, come visibile dal video, può essere arrotolato sul polso ed utilizzato a mo’ di smartband. Anche in questo caso abbiamo dei prodotti funzionanti ma, contrariamente al ReFlex di LG, sembrano essere pronti per una commercializzazione nell’immediato futuro. Sarà veramente così?

Display pieghevoli su smartphone e tablet: limiti attuali e scenari futuri

Abbiamo visto dei prototipi funzionanti, ma quanto è vicina la produzione e la distribuzione di massa di tali dispositivi? Direi non molto. Ci sono dei limiti che devono essere ancora superati e che quindi non permettono, almeno nel breve tempo, di assistere ad una diffusione di questi device pieghevoli.

I limiti non risiedono tanto nel display, che come visto è realizzabile e funziona alla grande, ma in tutti quei componenti che oggi comunemente troviamo in uno smartphone o in un tablet. I terminali devono essere alimentati, c’è bisogno quindi di una batteria, di una scheda madre che gestisca il tutto, ed anche di tutti quei valori aggiunti come fotocamera, speaker, e sensori vari a cui è difficile rinunciare.

display pieghevoli
Display pieghevole di LG

Per inserire tutto questo in un dispositivo pieghevole, o si rendono pieghevoli anche questi componenti, mi riferisco in primis a batteria e scheda madre (cosa difficile per il momento), o si allocano in una porzione ridotta del device con conseguenti limitazioni di spazio.

Infine, ma non per ultimi, non sono di poco conto i problemi strutturali derivanti dalle continue flessioni che, ripetute nel tempo, potrebbero portare al danneggiamento a fatica dei componenti. È per tale motivo che LG e Lenovo hanno dichiarato che una vera e propria diffusione di questo nuovo tipo di tecnologia non avverrà prima dei prossimi 5 anni.

Per quanto concerne le possibili applicazioni future dei display flessibili, vien naturale pensare allo stesso utilizzo mostrato da LG e Lenovo, soluzioni che permetteranno esperienze di utilizzo molto più naturali di quanto lo siano tutt’ora.

display pieghevole
Display pieghevole realizzato da Samsung

Interessante anche la proposta di Samsung: la possibilità di avere un prodotto tascabile che all’occorrenza può essere “srotolato” ed usato come un tablet, o semplicemente come un monitor, un fattore certamente da non sottovalutare.

Staremo a vedere come evolveranno le tecnologie e come i principali produttori sapranno lasciare la loro impronta in questo settore ancora tutto da inventare. Voi che ne pensate?