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Samsung commercializzerà smartphone ricondizionati

La notizia che Samsung sta per entrare nel mercato degli smartphone ricondizionati sta tenendo banco sul web: con l’impegno in prima persona del colosso sudcoreano in questo settore potrebbero cambiare tanti equilibri. Ma in cosa differiscono i telefoni ricondizionati da quelli nuovi? E perché hanno differenze così consistenti di prezzo rispetto ai nuovi?

Oggi i piani tariffari delle compagnie telefoniche prevedono abbonamenti che consentono dopo 1 anno di sostituire il proprio smartphone con uno più recente. Quelli che vengono restituiti tornano così al produttore, a cui applica il processo di ricondizionamento, ovvero effettuare una serie di controlli accurati sia lato hardware che software, oltre che a igienizzarli. Dopo aver superato completamente tutti i test funzionali, gli smartphone vengono reinscatolati e messi in vendita con tanto di garanzia di 12 mesi.

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Controllando bene, i prezzi dei dispositivi ricondizionati possono offrire fino al 50% di risparmio rispetto al prezzo originale.

Stando agli ultimi studi effettuati da Deloitte, il mercato degli smartphone ricondizionati vale qualcosa come 17 miliardi di dollari, coprendo una percentuale dell’8% delle vendite. Samsung, dopo aver studiato attentamente la situazione deve aver capito che questo mercato può offrire tanti vantaggi.

Grazie al ricondizionamento degli smartphone, l’azienda sudcoreana avrà la possibilità di ottimizzare i guadagni e continuare a rimanere in positivo con percentuali superiori al 10%. Con questa mossa avrà anche la possibilità di competere in maniera diretta con i brand emergenti cinesi che offrono ottimi prodotti a prezzi molto più competitivi.

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Anche il Samsung Galaxy S7 Edge rientra nel programma di ricondizionamento, diventando molto più appetibile.

Attualmente sembra che i mercati interessati saranno quello coreano e statunitense, anche se è molto probabile che i progetti prevedano un espansione ben più consistente. Ovviamente ci sarà anche da valutare l’opinione dei consumatori: quanti di voi si fiderebbero di acquistare un dispositivo ricondizionato?