Android Pay rivoluzionerà il nostro modo di fare shopping

Che ci crediate o no, tra qualche anno non potremo più usare la scusa di aver dimenticato il portafogli a casa per evitare di pagare il conto al ristorante. Come? Basterà avere con noi i nostri inseparabili smartphone e utilizzare la piattaforma Android Pay. Al momento disponibile solo nel Regno Unito, oltre che negli Stati Uniti, Singapore e Australia, oggi proviamo a conoscerlo meglio.

Le origini

Nei primi anni 2000 la popolazione finlandese poteva effettuare acquisti istantanei semplicemente inviando un SMS pagando con il proprio credito telefonico. Da qui si è innescata la rivoluzione del pagamento, arrivando ad oggi dove è sufficiente appoggiare il proprio smartphone ad un POS (Point Of Sale) per poter eseguire una transazione. Ma come funziona?

Android Pay
I loghi di Android Pay e della tecnologia NFC, che saranno esposti dove saranno accettati pagamenti con questa piattaforma.

Tutto questo è permesso grazie alla tecnologia NFC (Near Field Communication): attraverso un chip integrato viene resa possibile la comunicazione tra due dispositivi (initiator e target, accostati tra di loro ad un massimo di 4 cm di distanza), scambiandosi informazioni utili al fine di concludere l’operazione.

Google Wallet

La creazione del progetto Android Pay è da ricercare essenzialmente in due punti: il mancato successo di Google Wallet (applicazione nata nel 2011 per effettuare pagamenti elettronici) e la concorrenza di marchi come Apple e Samsung, già presenti con le loro piattaforme. Sicuramente il progetto a Mountain View sarà quello di confermare le buone idee di Wallet e ampliare il servizio riuscendo a renderlo universale.

Android Pay
Sembra fantascienza ma non lo è: basta monetine. I soft drinks nei vending degli Stati Uniti si possono acquistare con Android Pay.

Android Pay, annunciato contemporaneamente ad Android 6.0 Marshmallow durante il Google I/O 2015, sta entrando nelle abitudini d’oltreoceano grazie alle tante partnership che Big G sta stringendo con numerose aziende e le principali reti di pagamento (American Express, Visa, Discover e MasterCard). Non solo: qualche mese fa, Pali Bhat, Senior Product Manager Google comunicò che a Mountain View stavano per essere avviate trattative con istituti bancari affinché Android Pay venisse implementato nelle loro app proprietarie.

Android Pay
A sinistra Android Pay in uno screenshot, a destra l’implementazione della piattaforma all’interno di un sito e-commerce.

Se dovessero andare in porto, Google potrebbe ottenere il primo obbiettivo: considerando che ogni cittadino maggiorenne usufruisce di un conto corrente bancario e possiede uno smartphone, si ritroverebbe un bacino d’utenza molto ampio. Android Pay potrebbe così ottenere la spinta giusta per decollare definitivamente.

Android Pay all’opera

Le difficoltà che Android Pay sta riscontrando al momento è che non tutti i consumatori dispongono ancora di una carta di credito/debito contactless (con chip NFC) registrabile e/o non hanno uno smartphone con NFC a bordo, oltre allo scetticismo sulla sicurezza. Ma gli sforzi di Big G iniziano a dare i suoi frutti.

Android Pay
Tutto il nostro portafogli racchiuso in una app: questo è Android Pay.

Infatti l’elenco di banche e gruppi che stanno abbracciando Android Pay è in netta crescita (potete controllare voi stessi a questo indirizzo) anche perchè Big G non richiede nessuna commissione per il suo utilizzo e con la possibilità di utilizzare le API della piattaforma, gli sviluppatori possono inserire la nuova modalità di pagamento di Google direttamente all’interno delle proprie app.

Android Pay offre anche la possibilità registrare le gift card (carte regalo o buoni spesa) e di gestire le carte fedeltà per accumulare punti e sfruttare promozioni, agendo direttamente nel momento in cui si effettua il pagamento.

Android Pay
Un piccolo elenco degli esercizi che accettano Android Pay come metodo di pagamento.

Se attualmente lo scenario d’oltreoceano è quello più movimentato (con quasi 1 milione di punti vendita abilitati), qualcosa si muove anche nel Regno Unito: Google recentemente ha stretto una partnership con Transport for London permettendo ai cittadini della metropoli di registrare le proprie carte contacless ad Android Pay e acquistare i tickets semplicemente avvicinando lo smartphone ai dispositivi installati sopra i tornelli, evitando code e possibili disagi.

La garanzia di una totale sicurezza

Paradossalmente sembra di rivivere i primi anni dell’e-commerce, dove tutti ne apprezzavano le qualità ma pochi lo utilizzavano perché la sfiducia era alta, seppur infondata. Eppure la situazione è analoga. La protezione e la sicurezza dei dati sarà altissima grazie diversi accorgimenti studiati da Google.

Android Pay
Non ci sarà bisogno di aver paura ad effettuare acquisti, con Android Pay avremo il massimo della sicurezza.

Durante le transazioni, Android Pay non fornirà il numero reale della carta, ma si appoggerà su di un numero di conto corrente virtuale per rappresentare le informazioni personali e per ogni movimento si riceverà in tempo reale la conferma di pagamento con l’importo e il nome dell’esercizio presso il quale si è acquistato. In questo modo risulterà immediato e semplice riconoscere qualsiasi eventuale uscita sospetta.

Nemmeno in caso di furto o smarrimento dello smartphone si correranno rischi: anzi si potrà godere di una maggiore semplicità nel bloccare con una sola azione tutte le carte. Attraverso il servizio Gestione dispositivi Android è permesso bloccare istantaneamente il dispositivo, modificare la password e addirittura eseguire una formattazione in modo da eliminare ogni informazione personale al suo interno.

Futuro incerto per il mercato italiano ed europeo

I numeri parlano che a ottobre 2015 negli Stati Uniti il 18% della popolazione utilizza un sistema di pagamento mobile almeno una volta a settimana, senza specificare su quale piattaforma si appoggi. Sono cifre decisamente importanti e da analizzare attentamente anche in virtù dello sviluppo che ha subito il mercato.

Negli altri Paesi Android Pay è stato introdotto solamente da qualche mese e attualmente non è ancora possibile avere informazioni da elaborare, per cui dovremo attendere ancora per comprendere come è stata accolta questa novità.

L’idea di fondo è che Android Pay dovrà presentarsi come una valida alternativa al portafogli classico e riuscire a conquistare la fiducia degli utenti attraverso la sua semplicità di utilizzo legata in maniera proporzionale alla sicurezza totale degli account e delle carte, entrando a far parte della quotidianità.

L’applicazione è disponibile per qualsiasi dispositivo Android con versione 4.4 KitKat o successive e la potete trovare sul Play Store senza riuscire a scaricarla perché non prevista per il nostro mercato: purtroppo al momento non abbiamo informazioni a riguardo del suo esordio non solo a livello nazionale, ma europeo, Regno Unito escluso.

Android Pay
Price: Free