Android

E se Android non fosse più open source?

È indubbio che Android è conosciuto e apprezzato dall’utenza anche per il suo essere open source, presto però le cose potrebbero cambiare. A sostenerlo non siamo noi, bensì un famoso analista statunitense di nome Richard Windsor; infatti, secondo lui Google starebbe lavorando segretamente ad una versione più proprietaria del sistema operativo.

Android “chiuso”: pro e contro

Premettiamo che si tratta soltanto di un rumor e quindi vi invitiamo ad afferrare con le pinze quanto trascritto, ciononostante l’affidabilità della fonte ci induce a pensare che la svolta potrebbe avvenire sul serio e pure nel giro di poco tempo.

In sostanza, sembra che il colosso di Mountain View stia rivedendo il codice di ART (Android Run Time) al fine di eliminare la parte liberamente modificabile da terzi, ovvero l’AOSP (Android Open Source Project). Il motivo è semplice: ottenere un maggiore controllo sul software per offrire ulteriori funzioni e qualità ai possessori dei terminali Nexus (questione che il CEO Sundar Pichai ha già sollevato in passato).

Sempre a detta di Windsor, le aziende realizzatrici di device mobili quali Samsung, LG o Huawei, approveranno tale rivisitazione avanzata ed ottimizzata dell’OS. Inoltre, adottando la medesima politica di Apple, Big G dovrebbe riuscire a risolvere il problema della frammentazione poiché rilascerebbe costantemente e rapidamente gli update senza preoccuparsi dei ritardi dovuti alle personalizzazioni degli OEM o degli operatori telefonici.

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La previsione di Richard Windsor (in foto) su Android si avvererà oppure no?

Fino ad ora abbiamo riportato soltanto i benefici ma, come afferma un noto proverbio, “non è tutto oro quel che luccica”; ad esempio, la decisione della società californiana potrebbe spingere gli sviluppatori esterni ad abbandonare la piattaforma che era ritenuta interessante giustappunto per la sua natura “aperta”.

Non solo: la citata frammentazione rischierebbe di non essere abolita dato che il creare dispositivi che non possono essere aggiornati all’ultima release di Android è, per i produttori, un vantaggio in termini di vendite; difatti, le persone sono invogliate ad acquistare un nuovo smartphone/tablet principalmente quando cessa il supporto a quello in loro possesso.

Comunque, a prescindere dalle varie conseguenze, il presunto progetto avviato dalla madre del robottino verde potrebbe essere presentato in maniera ufficiale al Google I/O del 2017; dunque non ci resta altro da fare se non attendere l’arrivo dell’evento (che dovrebbe svolgersi nei primi mesi dell’anno) e intanto monitorare l’evolversi della situazione.