Privacy Android

Privacy Android: verità o menzogna?

E se vi dicessimo che persino i governi possono hackerare gli smartphone senza permesso? D’accordo, forse non abbiamo iniziato l’articolo nel migliore dei modi, ma mettere subito le cose in chiaro è servito per farvi capire che la privacy Android non è poi così garantita. Non ci credete? Allora proseguite la lettura e prestate attenzione a quanto stiamo per rivelarvi!

Privacy Android: siamo davvero al sicuro?

Una piccola premessa: c’è una grossa differenza tra i dispositivi muniti di iOS e quelli equipaggianti il sistema operativo del robottino verde: i primi sono difficilmente penetrabili, i secondi invece no, e ciò a causa della natura open source di Android; dato che sul blog ci occupiamo soltanto di quest’ultimo, tralasciamo il discorso sull’SO della “mela morsicata”.

Come anticipato nel paragrafo introduttivo, alcune forze dell’ordine o corpi speciali possono accedere ai nostri cellulari per prelevarne i dati, operazione che spesso compiono liberamente nonostante la legge preveda che è obbligatorio un ordine del tribunale che i giudici rilasciano quando c’è un forte sospetto nei confronti dell’individuo da indagare.

Privacy Android
Nessun accorgimento mette realmente al sicuro la privacy Android

C’è da aggiungere pure che, qualora i produttori del terminale non dovessero collaborare, rischiano di incorrere in sanzioni equiparabili alla difesa di un criminale. Come fanno però i rappresentanti della sicurezza a violare la privacy Android? Purtroppo alla domanda non sappiamo rispondere poiché trattasi di pratiche sconosciute che non verranno mai svelate a noi comuni mortali.

Ritornando alla questione principale, potete stare davvero tranquilli se sul vostro smartphone conservate informazioni per cui il governo non spenderebbe un secondo del suo tempo, tuttavia state certi che, se commettete un reato o attirate l’attenzione per qualsiasi motivo, diventerete immediatamente un loro bersaglio.

Concludendo: ci teniamo a precisare che quanto scritto non ha nulla a che vedere né con le aziende che utilizzano i dati per finalità commerciali né con coloro che sfruttano le competenze acquisite per rubare fotografie o contenuti intimi con lo squallido scopo di diffamare e ricattare la persona interessata. Comunque, a prescindere dalla tipologia di caso, fidatevi che la privacy è solamente una grande bugia.

  • Giuliano B.

    Alla privacy non ci credo, in generale.
    Comunque, in “sanzioni giustificabili con l’aver difeso un criminale”, al posto di giustificabili userei equiparabili.

    • Daniele Abbatantuono

      Ciao Giuliano 🙂

      effettivamente “equiparabili” è più corretto, quindi provvedo subito a modificare; grazie mille per il suggerimento!

      • Giuliano B.

        Figurati. Articolo bello, era un peccato per questo piccolo neo 🙂

        • Daniele Abbatantuono

          Grazie per il complimento Giuliano 🙂