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Google: forti accuse dall’Unione Europea

È risaputo che essere uno dei migliori (o in questo caso, il migliore) non è mai stato facile; ne sa qualcosa Google che il 20 Aprile 2016 ha ricevuto l’attacco definitivo da parte dell’Antitrust dell’Unione Europea. La motivazione? “Abuso di posizione dominante”, almeno stando alle parole di Margrethe Vestager, il funzionario alla Concorrenza; ma procediamo con ordine e andiamo a scoprire insieme cosa è accaduto.

Perché c’è stata l’accusa?

Tutto è iniziato nell’Aprile del 2015 quando la Commissione dell’UE ha deciso di aprire un’indagine nei confronti del colosso di Mountain View e del suo OS; in sintesi, ad essa non starebbe bene che Google offre preinstallate, sui dispositivi Android, applicazioni quali Search, Chrome, Gmail, Maps, Drive ed altre, scelta che danneggerebbe notevolmente gli sviluppatori di programmi simili.

Bisogna aggiungere pure che le sopraccitate App non possono essere nemmeno eliminate in maniera definitiva ma solo disattivate, impedimento che andrebbe contro gli utenti dato che potrebbe contribuire a riempire troppo la memoria interna dei medesimi terminali; e non solo: pare che Big G doni ingenti quantità di denaro sia ad alcuni OEM mondiali sia agli operatori mobili a patto che loro installino di default la sua suite di programmi.

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Margrethe Vestager durante l’attacco a Google

E Google?

Rapida è stata la replica di Google che si è giustificata rammentando la natura open source del suo software che, in quanto tale, è modificabile a piacimento da qualsiasi produttore di smartphone o tablet; Android non è di certo gratuito, tuttavia permette di avere a disposizione un sistema operativo di ottima qualità e che si può adattare facilmente alle varie tipologie di device.

Comunque, qualora non si dovesse trovare un’intesa, l’azienda californiana sarà costretta a pagare una sanzione pari al 10% del suo fatturato annuo (che nel 2015 ammontava a 74,5 miliardi di dollari). Come andrà a finire?