ad blocking

Samsung apre le porte agli adblocker per il suo browser

Nell’imminente aggiornamento del suo browser per Android, Samsung implementerà la possibilità di utilizzare applicazioni di terze parti per il blocco della pubblicità, invero l’azienda sudcoreana è in procinto di omaggiare gli sviluppatori delle API necessarie per la realizzazione degli adblocker abili appunto nel nascondere gli annunci pubblicitari che spesso appaiono sulle pagine web e possono dunque compromettere l’esperienza d’uso.

Attenzione: ci teniamo a specificare che la Samsung non concederà nativamente tale funzione nel browser proprietario (scaricabile per tutti da questo link di Google Play), bensì permetterà di installare App esterne che toccherà ai developers creare e rendere compatibili, difatti l’obiettivo della società di Seul è quello di evitare di inimicarsi chi si occupa di advertising, rischiosa decisione che all’opposto hanno intrapreso brand come Asus (con Adblock Plus) e la rivale Apple (con il suo iOS 9).

La release, in versione 4.0, sarà disponibile a breve per i dispositivi Samsung equipaggianti il sistema operativo Android Marshmallow e muniti ovviamente del browser del colosso orientale, mentre nelle prossime settimane essa verrà resa fruibile anche per i device che montano Android KitKat o Android Lollipop.

Samsung adblocker browser
Browser Samsung

Vi avvisiamo che esistono già sul Play Store un paio di adblocker gratuiti riconoscibili dal browser Samsung: il primo di questi è Adblock Fast (link per il download) che, stando a quanto dichiarato, riduce pure i tempi di caricamento delle pagine Internet del 51% grazie al suo sgomberare i contenuti invasivi, il secondo invece è Crystal (link per il download), plugin già noto all’utenza della “mela morsicata”; tuttavia, a prescindere da quale scegliate, vi toccherà comunque aspettare il sopraccitato update poiché non è ancora stato rilasciato nemmeno sul market di Google.

Concludendo, vi chiediamo: come mai Samsung ha optato per tale supporto agli adblocker? E la nostra risposta è: sono davvero molti coloro che preferiscono i browser alternativi (primo fra tutti Chrome) a quello integrato dell’azienda protagonista dell’articolo, motivo per il quale l’impresa fondata nel 1938 sta cercando di spingere i suoi clienti sia ad evitare di installare browser che non siano il suo sia a farli migrare verso quest’ultimo.