Google, all’asta i brevetti Motorola: 207 dedicati a batterie ed autonomia

La ri-organizzazione attuata in quel di Mountain View con la definizione di Alphabet, al di sotto della quale è finita Google nonostante il potere tutt’oggi detenuto, ha indotto i vertici alla liberazione di alcuni brevetti acquisiti da Motorola e messi in questi giorni all’asta.

Non è infatti un mistero come il colosso californiano, dopo l’ufficialità della cessione del marchio alato – pronto a sparire ufficialmente entro il prossimo anno – al colosso Lenovo, avesse rilevato il marchio Motorola al solo scopo di poter mettere le mani sull’ampio parco di brevetti registrati tra i quali figurava persino il Project Ara oltre a tante interessanti novità.

Google: all’asta 207 brevetti per sviluppare le batterie del futuro di nuova generazione.

Nel vasto e ricco campionario di brevetti acquisiti da Motorola, una consistente parte riguarderebbe le batterie ad oggi identificate come il limite primario sul quale i grandi colossi mobile e non solo si stanno concentrando per poter affiancare il giusto supporto, in termini di autonomia, alla notevole crescita sia funzionale che tecnica dei prodotti.

Il colosso californiano ha ufficializzato la messa all’asta di 207 brevetti, registrati per le modalità di ricarica rapida, batteria ibride e di dimensioni sempre più ridotte, al fine di stimolare lo sviluppo andando a superare il limite rappresentato dai vincoli di proprietà intellettuale che tutt’oggi frenano il segmento con frequenti – vedasi i casi di Apple contro Samsung – e dispendiose cause.

Batterie e mobile: Google abbandona l’egemonia ma ne trarrà ugualmente vantaggi

Nonostante la posizione di predominanza favorita proprio dal possesso di tali brevetti, alcuni dei quali particolarmente interessanti agli occhi anche di LG e Samsung, con tale mossa apparentemente diretta all’abbandono dell’egemonia di settore in realtà Google si starebbe garantendo tutta una serie di accordi e scambi reciproci rinforzando le partnerships ed i rapporti sia con i colossi del settore che con le nuove startup emergenti.