Smartband e smartwatch: l’evoluzione wearable tra batterie, nano-tecnologie ed E-Health [Editoriale]

Una delle rivelazioni di questo 2015 prossimo alla sua fine, nell’ambito dei comparti tecnologici, si è dimostrato essere il comparto dei wearable il quale, ben più che nei semplici smarwatch, ha trovato un motore di traino con smartband ed activity tracker capaci di modificare l’approccio a gestione attività e salute con applicativi infiniti e della ampie possibilità.

A dimostrazione di quanto espresso vi sarebbero i dati di vendite wearable, cresciuti dagli iniziali 19.6 mln del 2014 in favore di una previsione di 126 mln da consolidare – secondo gli attuali parametri di crescita – entro il 2019. Eppure, come per il mercato smartphone, il futuro degli indossabili pare si stia vincolando ad alcuni limiti strutturali propri delle tecnologie attuali incapaci di assecondarne i tanti utilizzi applicativi, con il futuro diviso su due grandi fronti: il primo basato sul miglioramento delle batterie flessibili ed il secondo sull’evoluzione dei moderni bracciali in favore di nuove forme basate su tatuaggi e nano-particelle.

Batterie flessibili: LG e Samsung in primo piano tra ricerca e sviluppo

Stand Samsung sulle nuove batterie flessibili
Stand Samsung sulle nuove batterie flessibili

L’abilità di poter vedere in proiezione futura i mercati in crescita, puntando con largo anticipo su settori privi di concorrenza ma con alti rischi, pare essere il motto di LG e Samsung che più di qualsiasi altro produttore – persino più di Google – stanno investendo in tale campo. Soddisfare il crescente fabbisogno energetico, senza perderne in dimensioni e comodità d’uso, è un limite proprio non solo agli smartphone sebbene a differenza di questi ultimi i progressi siano notevoli.

Samsung ha recentemente presentato due nuovi brevetti batterie, di cui una di supporto per estendere la naturale autonomia per smartwatch ed activity tracker con un elemento, denominato Band, dalle dimensioni tanto ridotte da poter esser agganciato al cinturino – e ciò rende l’idea dello spazio occupato in termini di comfort e vestibilità – oltre ad un secondo flessibile, denominato Stripe, capace non solo di assecondare le curvature e le fisionomia del polso quanto anche di garantire una durata maggiore delle attuali batterie.

Diverso il caso di LG che ha focalizzato gli sforzi su di un solo modello, con dimensioni pari alla metà delle attuali batterie smartwatchgià ridotte – assicurando maggiori applicazioni pratiche in termini di autonomia e flessibilità nella definizione dei futuri design, un dettaglio che aprirà la strada a nuove forme d’indossabili .

Wearable ed E-Health: il futuro tra tatuaggi e nano-tecnologie

Monitoraggio ed assesment clinico via wearables
Monitoraggio ed assesment clinico via wearables

Le basi tecniche sopra citate stanno spianando la strada ai possibili ambiti applicativi, superando i limiti dimensionali ed energetici – vincolanti anche le forme ed i designs – lo sviluppo si è indirizzato su nuove forme con indossabili letteralmente vestibili o addirittura assimilabili.

Se da un lato l’ipotesi maggiormente accreditata riguarda la possibilità di ricorrere a tatuaggi tech, sfruttando un meccanismo e brevetti precedentemente ipotizzati per i tag NFC, dall’altro lo sviluppo biotecnologico sta spianando la strada ad una sempre maggiore integrazione organismo-tecnologia sfruttando nano-particelle magnetiche da immettere nel flusso ematico con Google in primo piano negli studi di settore per monitoraggio ed E-Health.

I recenti brevetti sui prelievi ematici da smartwatch, presentati dal colosso californiano riprendendo una tecnologia sanitaria pre-esistente per i micro-prelievi, rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di un processo di studi – comprendenti anche bracciali per lo screening tumorale – che grazie a Google X Labs vedrà smartwatch e smartband al centro del follow up clinico rendendo l’utente maggiormente partecipe della propria salute, con lo scambio d’informazioni in tempo reale.

Smartwatch e smartband sostituiranno gli smartphone?

Mockup di una smartband con proiezione su pelle
Mockup di una smartband con proiezione su pelle

Il futuro di questa categoria, nonostante i dubbi ancora permanenti sull’utilità reale delle attuali generazioni smartwatch in termini di costi rispetto le smartband, appare quindi roseo ponendo un paradosso che potrebbe indurre alla naturale estinzione degli smartphone.

L’ipotesi è tanto reale quanto anche distante e, pur con il notevole trend di evoluzione tecnologica, il mercato vive di tempistiche più lente per la diffusione consumistica ritardando quest’esito di ancora un paio d’anni se non di più. Ciononostante la qualità delle nuove generazioni smartwatch e smartband è sicuramente notevole e capace di rendere sempre più un must il loro acquisto.