Android: il glossario a portata di articolo

Chi si affaccia per la prima volta al vasto mondo Android va spesso incontro a delle difficoltà dovute alla presenza di numerosissimi termini stranieri che ne rendono complicata la comprensione a 360 gradi, ed è per tale motivo che in questo articolo ho deciso di elencare, in ordine alfabetico al fine di agevolarne altresì un’eventuale ricerca, la terminologia base adoperata proprio dal nostro sistema operativo; sia chiaro che quanto trascritto è indirizzato non solo ai novelli del settore ma anche a coloro che hanno bisogno di rinfrescarsi la memoria riguardo alcune specifiche espressioni.

ADB: L’Android Debug Bridge è utilizzato per controllare un dispositivo Android da un PC tramite Terminale (in caso di Mac o Linux) o Prompt dei Comandi (se usiamo Windows); attraverso questo strumento possiamo concedere i permessi di Root, installare una Rom, effettuare modifiche varie o anche “resuscitare” un device bloccato.

ANDROID SDK: Il Software Development Kit è un programma ricco di funzioni impiegato dagli sviluppatori per testare, ad esempio, le loro App su un sistema Android accuratamente emulato su un PC.

ANDROID STOCK: Trattasi dell’interfaccia “pulita” garantita da Google (vedere la gamma “Nexus”), dunque priva delle personalizzazioni proprietarie tipiche di molti brand.

ANDROID WEAR: E’ una variante di Android, differente da quella presente sugli smartphone e i tablet, appositamente modificata per essere adattata ai dispositivi indossabili, ovvero gli Smartwatch.

APK: L’Android Package è semplicemente un pacchetto contenente l’applicazione per Android (è sufficiente paragonarlo agli .exe di Windows per afferrarne il significato).

APN: L’Access Point Name è un campo che necessita di essere configurato correttamente al fine di garantire la navigazione Internet con la rete offerta dal proprio operatore telefonico.

APP/APPS: Abbreviazione delle parole “applicazione” e “applicazioni”.

ART: L’Android Runtime è un’opzione diversa dal Dalvik, infatti se quest’ultima si basa sul JIT (Just In Time) che converte le applicazioni ogni volta che vengono avviate, l’ART lo fa sull’AIT (Ahead In Time), cioè in anticipo (prima che vengano installate) e perennemente, in modo da migliorare le prestazioni del device.

BOOT: E l’inaugurale processo che si avvia quando si accende un dispositivo, prima ancora dell’animazione iniziale o del caricamento del sistema operativo; il Boot fa partire subito il Bootloader.

BOOT ANIMATION: L’animazione iniziale appunto, che rammentiamo può essere sostituita a piacimento.

BOOTLOADER: Processo immediatamente susseguente al Boot, il quale decide se avviare il device o mandarlo in modalità Recovery/Fastboot.

BOOTLOOP: Quando accendete il vostro dispositivo dopo aver effettuato una modifica e questo si “impalla” sulla Boot Animation, vuol dire che è andato in Bootloop; nulla di grave però, si tratta di un semplice soft-brick ed è possibile risolverlo mediante l’ADB o altre maniere.

BRICK: Si divide in soft-brick e hard-brick, rispettivamente quando il device si accende ma non carica il sistema operativo o va in Bootloop (“avaria” facilmente superabile), e quando invece non funge più e diventa quindi futile (da qui l’espressione “brick”, traduzione inglese di “mattone”).

CACHE: Memoria temporanea dentro la quale vengono automaticamente salvati dati recenti che possono essere recuperati dal dispositivo per velocizzare l’apertura di un’applicazione o di un processo di sistema; l’eliminazione di tali file non comporta alcun danno.

DALVIK: Macchina virtuale che gestisce il multi-tasking, ovverosia l’esecuzione contemporanea di più applicazioni; sarà sostituita pian piano dall’ART.

DEBUG USB: Opzione attivabile direttamente dal device e che ne permette il controllo via console da PC; viene utilizzata per effettuare particolari modifiche al sistema.

DRIVER: File che normalmente si installano da soli una volta collegato un dispositivo alla porta USB di un PC.

FASTBOOT/FASTBOOT MODE: Modalità del device alla quale si accede tramite una specifica combinazione di tasti o per mezzo del Bootloader; una volta entratici, è possibile inviare precisi comandi (tipo ADB) utili per sbloccare il bootloader, installare Rom/Recovery ed altro.

FIRMWARE: Trattasi semplicemente del software completo di un dispositivo.

FLASH: Flashare significa installare una Rom, una Recovery o altra roba; viene adoperato questo termine perché la procedura prevede la cancellazione e la successiva sostituzione di dati sulla NAND (memoria di tipo flash).

KERNEL: E’ il “cuore” di Android che garantisce sia il funzionamento, sia la gestione e sia la comunicazione tra i vari componenti hardware e software di un device.

LAUNCHER: L’interfaccia grafica con cui potete interagire; altamente e facilmente personalizzabile o sostituibile.

MOD: Modding significa effettuare modifiche avanzate al sistema (come aggiungere funzioni non supportate nativamente) o anche, ad esempio, installare una Rom.

NANDROID BACKUP: Salvataggio completo del firmware, comprendente di dati, applicazioni, account, impostazioni, ecc..; è un elemento fondamentale per un eventuale ripristino dello smartphone/tablet conseguente al Bootloop, al soft-brick o ad anomalie varie.

OTA: L’Over The Air è la modalità di scaricamento senza fili di un aggiornamento firmware direttamente dal dispositivo, non richiede dunque che esso sia collegato ad un PC.

OTG: L’On The Go è una funzione che consente di collegare supporti esterni (chiavette USB, Hard Disk, mouse, tastiere, ecc..) al device.

RAM: La Random Access Memory è una memoria di tipo volatile dentro la quale si immagazzinano dati e/o file che vengono prelevati per velocizzare il caricamento di un’applicazione o di una informazione.

RECOVERY/RECOVERY MODE: E’ un ambiente di esecuzione posizionato in un’altra partizione della memoria interna di un dispositivo ed è quindi adoperabile anche se quest’ultimo ha subito un soft-brick, invero da lì è possibile eseguire operazioni per ripristinarlo correttamente, resettarlo od altro ancora.

ROM: E’ in sostanza il firmware, e si divide in due tipologie differenti: la Rom Stock è quella offerta dai produttori di un device e la Rom Custom è quella personalizzata, solitamente sviluppata da terzi (ad esempio la CyanogenMod, la MIUI, la SlimROM, ecc..).

ROOT: Indica l’ottenere i permessi avanzati per la modifica del sistema, come aumentare il clock del processore, disinstallare App pre-installate e tanto altro.

WIPE: Procedura che permette di pulire tutte le partizioni della memoria interna, con conseguente perdita delle App installate, dei dati e delle impostazioni; ne esistono tre tipi: Wipe Data (reset del sistema), Wipe Cache (reset della cache) e Wipe Dalvik Cache (reset della Dalvik cache).