Google al lavoro sullo streaming app: che sia la fine del Google Play Store?

L'azienda californiana lavora allo streaming app per modificare l'approccio futuro al download dal Google Play Store, con molti vantaggi ed altrettanti svantaggi.

La comprensione dei futuri trend di sviluppo è da sempre uno dei punti forti di Google, la cui visione in prospettiva ha consentito al colosso californiana di compiere alcuni scelte azzardate dimostratesi redditizie come nel caso più evidente di Android. Una delle possibili novità in arrivo, capaci d’incidere notevolmente sulle abitudini dell’attuale mercato mobile, potrebbe esser rappresentata dai servizi di streaming app.

Secondo quanto riportato da The Informant l’azienda californiana starebbe lavorando ad un nuovo sistema di gestione delle applicazioni utilizzate sui moderni smartphone e tablet puntando su di un maggior utilizzo dei servizi di cloud storage. Tali ambizioni s’identificherebbero quindi in un ambizioso progetto di streaming app tramite il quale offrire agli utenti l’accesso alle migliaia di app contenute sul Google Play Store senza ricorrere necessariamente all’installazione sui devices, con un netto risparmio di spazio in termini di storage ed un incremento al ricorso delle connessioni sia mobile che WiFi magari puntando ulteriormente su Google Now già finito al centro di una class action in USA per l’egemonia all’interno dei servizi di ricerca.

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L’idea, pronta a rivoluzionare l’intero panorama, avrebbe trovato riscontro in alcuni progetti, lanciati e seguiti da Google, la cui visione congiunta parrebbe giustificare tale novità. Il riferimento è chiaramente ad Agawi, società specializzata nello streming app e recentemente acquisita proprio dalla company californiana, come anche Project Fi, per lanciarsi nel mercato dei carriers. I vantaggi, soprattutto nell’ulteriore definizione della propria egemonia nel mercato dei servizi mobile, sarebbero molteplici eccetto che per Google Play Store destinato in tale ipotesi ad una naturale fine.

Secondo ipotesi alternative il progetto di streaming app potrebbe essere utilizzato esclusivamente per fornire un’app preview per le applicazioni a pagamento prima del loro diretto download dallo store, soluzione poco convincente vista la possibilità di estendere le attuali policies di rimborso e prova dei servizi eseguendo meno lavoro. Qualcosa potrebbe quindi cambiare e, forse, i prossimi Nexus 2015 insieme ad Android M potranno fornire qualche piccolo indizio sulla direzione intrapresa.