Android M, autonomia in stand-by: quasi triplicata su Nexus 5 da 200 a 533 ore

La nuova versione dell'OS presentata da Google potrebbe migliorare notevolmente l'autonomia di molti dispositivi come nel sorprendente caso del Nexus 5.

L’introduzione di Android M avrà molteplici obiettivi tra i quali, a porsi in vetta, spiccano le regolazioni dei consumi decisamente peggiorate col passaggio ad Android Lollipop a causa dei difetti presenti nel codice – di responsabilità Google – confermati dalla recente analisi sugli smartphone Samsung. Un punto sul quale la nuova release lavorerà molto sarà l’autonomia in stand-by grazie alle funzioni Doze ed App Standby che promettono grandi miglioramenti.

La gestione delle risorse RAM e soprattutto delle connettività è stata già oggetto di analisi in un articolo dedicato proposto per analizzare i prossimi punti di forza di Android M all’indomani delle presentazione al Google I/O 2015, ma nelle ultime ore dei dettagli più consistenti sono emersi relativamente le due funzionalità con la prima, nota come Doze, dedita a generare uno stato di apparente stand-by nel quale le attività di sincronizzazione delle connettività sono totalmente disabilitate sino al risveglio con accensione del display e l’altra, nota come App Standby, dedita ad agire sulle app attive in background congelando qualsiasi funzione di calcolo da parte di queste ultime in modo da preservare la RAM ed i relativi consumi energetici.

Un primo test con protagonista il Nexus 5, dispositivo da sempre afflitto da una limitazione consistente nell’utilizzo a causa di una batteria meno capiente delle aspettative, ha confermato le ottime aspettative generate da Android M valutando la resa di due modelli equipaggiati rispettivamente con Android 5.1.1 Lollipop e la nuova versione con medesime configurazioni. Se Lollipop consente di poter ottenere una resa in stand-by di un massimo di 200 ore, Android M è riuscito a prendere tale risultato e quasi triplicarlo garantendo 533 ore di autonomia col confronto ben esposto in tabella:android-m-autonomia-test-nexus5

Dati significativi, specialmente considerando l’esordio di una release ancora tutto da sviluppare nel corso dei prossimi mesi, che con i futuri miglioramenti potrebbe notevolmente incrementare la resa sia grazie all’evoluzione dei processori che alle ottimizzazioni software che molti produttori – come Motorola, LG e Sony su tutti – potrebbero presentare per un Android M per la prima volta capace di modificare notevolmente la resa degli smartphone fornendo una prima soluzione alla questione autonomia.