WhatsApp: ban permanenti per utenti di client di terze parti

La conquista e la stabilità dell’egemonia di mercato attualmente detenuta da parte di WhatsApp passa attraverso due fasi primarie: introduzione di servizi esclusivi e soddisfacenti per gli utenti e la limitazione della migrazione di questi ultimi verso la concorrenza. Se nel primo caso le opinioni sono molto discordanti, ma tutti convergono all’unanimità che la strada da percorrere sia ancora ampia, nel secondo caso è lo stesso client ad aver attivato una serie di azioni per limitare la perdita di utenti.

Una di queste è rappresentata dal blocco dei client di terze parti, ovvero i servizi alternativi poggiati sui meccanismi e sul brand di WhatsApp offrendo uno stile funzionale e grafico alternativo, che ad oggi avevano sottratto una discreta percentuale di utenza. Tra questi, recentemente bloccati con dei ban permanenti per il servizio, spiccano nomi come WhatsApp+ e WhatsApp MD la cui ostinazione ha indotto l’asset di Facebook a spingere sugli utenti per evitare la migrazione imponendo un dentro o fuori per coloro vogliano sfruttare il servizio.

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Stando infatti a quanto segnalato su GooglePlus, WhatsApp starebbe bannando in modo permanente gli account di tutti gli utenti attualmente intenzionati ad utilizzare client di terze parti costringendoli a cancellarne le applicazioni e re-installare celermente la propria per evitare il blocco del proprio numero di telefono. Una scelta sicuramente discutibile che impone quindi profonde riflessioni sulla libertà di utilizzo della messaggistica istantanea duramente minata da una competizione spostatasi dal piano funzionale a ben altro.