Samsung: il pessimo design colpa della sindrome di Steve Jobs

Le ultime produzioni della gamma Galaxy S, con le quali il colosso coreano ha riscontrato una notevole flessione finanziaria dei rendimenti della divisone Mobile, hanno spinto Samsung ad un processo di rinnovamento allo scopo di potersi risollevare già col prossimo Samsung Galaxy S6. Tra i fattori da sempre al centro di roventi polemiche, oltre interfaccia, prezzi ed hardware, a spiccare è chiaramente il design che, già su Galaxy S4 ed ancor più su Galaxy S5, aveva destato enormi perplessità.

I motivi di tali scelte, poco proficue rispetto le attese di utenti ed addetti ai lavori, sarebbero riscontrabili nell’organigramma societario strutturato non tanto per realizzare prodotti piacevoli rispetto le esigenze di mercato bensì rispetto quelle di partner commerciali e non. A svelare tale meccanismo lavorativo, con le dovute differenze con i competitors europei ed americani, è stato uno degli ex designer del colosso coreano nonché responsabile UX e product strategy America, Kevin Lee, spiegando in un’intervista rilasciata in esclusiva a Fast Company i motivi degli ultimi insuccessi legati a quello che da egli viene definita quale “Sindrome di Steve Jobs”.

Le scelte di design di Samsung, per i propri dispositivi, non sarebbero infatti derivati da studi bensì dalla realizzazione di progetti da parte dei partner, con spesso forme o materiali al limite sia del realizzabile che delle attuali tecnologie, dai quali parte poi un processo di “scrematura” limando i futuri dispositivi attraverso la consultazione di tutti gli addetti ai lavori che forniscono un proprio parere cercando di reperire una forma ed una soluzione piacevole e concordante per tutti. Tale aspetto, diversamente dai competitors non asiatici dove la figura del designer rappresenta l’unica con voce in capitolo su tale aspetto lavorativo, induce alla realizzazione di modelli soddisfacenti per Samsung ma non per il mercato mobile e ciò spiegherebbe le feroci critiche, duramente difese internamente, relative il Galaxy S5.

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L’ultimo top di gamma coreano, avendo deluso le aspettative di vendita nei primi mesi di lancio, ha indotto alle dimissioni forzate del capo designer Chang Dong-hoon spingendo ad un piccola revisione dei ruoli all’interno dell’azienda. Non è ancora chiaro se il futuro Galaxy S6 potrà giovare nel suo form factor di un nuovo approccio lavorativo, oltre che metodico, oppure soffrirà le gerarchie illustrate da Lee visti i primi segnali di tale tradizione confermati coi prototipi segreti svelati al CES 2015, non ci resta quindi che attendere il Mobile World Congress 2015 per scoprirlo.