Progetto Nova: Google diventerà un operatore telefonico mobile, dettagli ed obiettivi

L’interesse di Google per la diffusione delle connessioni internet, il cui accesso è attualmente limitato in diverse aree del globo per motivi sia economici che d’infrastrutture, rappresenta un passaggio chiave per il potenziamento dei propri servizi. Progetti quali la gamma entry-level Android One ed il Project Loon ne rappresentano la prova tangibile, a questi però si starebbe aggiungendo qualcosa di nuovo capace di rendere l’azienda californiana un vero e proprio operatore telefonico.

L’idea, oramai quasi una realtà, sarebbe racchiusa nel nome di “Nova” indicante un progetto condotto negli ultimi mesi in collaborazione con Sprint e T-Mobile per siglare una partnership in termini d’infrastrutture e servizi per l’esordio di Google nel mercato della telefonia mobile. A confermare l’indiscrezione, emersa già ad Aprile 2014, sarebbe stato il Wall Street Journal illustrando i dettagli degli accordi tecnici tra le parti oltre che i vantaggi che tale mossa porterebbe in favore sia dell’azienda californiana che dei due carriers statunitensi.

Nova sarebbe strutturato sulla realizzazione di una fornitura di servizi di rete mobile da parte di Google in qualità di operatore MVNO, l’acronimo indica società di servizi telefonici capaci di agire sul mercato pur in assenza di proprie infrastrutture tecniche e dei relativi permessi d’azione sullo spettro radio ponendosi sul piano di altrettanti servizi italiani strutturati analogamente grazie alle concessioni degli operatori primari, che in questo caso sarebbero Sprint e T-Mobile.

I vantaggi derivati da tale scelta sono ancora complessi da definire,  per i carriers vi sarebbe ad oggi l’esclusiva rendita economica derivata dal fitto delle reti concesse all’azienda californiana ottenendo, quest’ultima è solo una supposizione, la garanzia di un accordo benevolo in caso di mutamenti di mercato rispetto i concorrenti AT&T e Verizon. Nell’ottica di Google gli obiettivi potrebbero esser diversi, in particolare spiccherebbe la possibilità di distribuzione della gamma Nexus attraverso contratti telefonici, come accade proprio per i carriers statunitensi, potendo facilitare la diffusione dei propri dispositivi sebbene i veri vantaggi derivati da Nova potrebbero essere altri.

Google

Il reale scopo risiederebbe nella messaggistica istantanea e nei servizi web, oltre che ovviamente di riconoscimento vocale, sui quali Google punta con la diffusione delle Google Apps al centro già di class action per abuso di posizione dominante. Poter garantire agli utenti un piano dati di traffico rete illimitato oltre a facilitare la navigazione, con i giusti introiti derivati dalle pubblicità, indurrebbe ad un potenziamento dell’offerta integrata in Google Hangouts e Voice, includendo anche i meccanismi di ricerca di Google Now, capaci di dare la giusta spallata all’egemonia di WhatsApp. Il servizio potrebbe essere molto similare a quanto ammirato ieri con WhatSIM, che ha introdotto un sistema di roaming mobile internazionale illimitato per l’uso della sola applicazione senza costi d’abbonamento, con la sola differenza d’esser un servizio indipendente al servizio acquistato da Zuckerberg mentre Google vanterebbe il totale controllo sul sistema proposto agli utenti per messaggi e chiamate vocali VoIP.

Un quadro che, come evidente, risulta complesso ed articolato ma dovrebbe modificare, non però a breve termine, il mercato telefonico rivoluzionando l’utilizzo di smartphone e tablet.

 

  • KSose

    Google diventa sempre più grande e potente.
    A volte mi sembra di essere in un film di fantascienza quando ci sono le corporazioni che controllano i l’ordine mondiale O_o

    • Dipende dalle interpretazioni, secondo te potrebbe essere una cosa positiva o negativa? (la cosa che stupisce è il supporto fornito da T-Mobile e Sprint, consapevoli che potrebbe rivelarsi una scelta suicida per loro)

      • KSose

        Io lo trovo negativo.
        Lo strapotere di G è già un problema in Europa, anche se abbiamo le nostre colpe.

        Io credo invece che non abbiano molte scelte intelligenti.
        Meglio farsi assorbire oppure associarsi quando si vale qualcosa piuttosto che dopo da svalutati.

        • Decisamente d’accordo con l’ultima parte dell’analisi da te proposta, ad ogni modo va sottolineato che il mercato telefonico italiano (e le relative infrastrutture) sono indietro rispetto le analoghe statunitensi e persino rispetto le europee come Germania e Regno Unito.

          Che Google diventi un colosso in altri settori non mi sembra un danno, specialmente se pensi come favorisca la concorrenza con nuove forme di utilizzo ed offerte. Per me l’esempio più chiaro è quello delle offerte internet di oggi, nonostante da tempo gli smartphone abbiano permesso di abbandonare gli SMS le aziende hanno mostrato poco interesse nell’adeguarsi formulando piani tariffari adatti che puntino principalmente sulla rete mobile, c’è troppa staticità.

          • KSose

            Ma, credo che google non favorisca in nessuna maniera la concorrenza.
            Prova a pensare agli episodi di google news in germania e spagna.
            E’ la riprova che un servizio del genere non ha pari, non ha concorrenza e non è sostiuibile, e qui mi riferisco alle “negligenze” europee.
            Di fatto al di la dei meriti, con google è o cosi o niente. Per quello parlo di colpe / negligenze europeee.

            Le linee e i rovider internet italiani, fan molto comodo che siano cosi e non mi riferisco solo ad un “cartello” economico.

          • Credo di essermi espresso male rispetto il concetto di “favorire la concorrenza”, forse il l’espressione è più adatta sarebbe stata “stimola la concorrenza” che poi rappresenta il principio primario alla base del mercato anche smartphone perché chi ha egemonia in genere non ha interesse nel realizzare cose nuove.

            Per tutto il resto mi trovi perfettamente d’accordo con quanto da te espresso, forse il caso di Google news in Spagna più che assenza di concorrenza mi pare rientri nell’incapacità della concorrenza di offrire una soluzione altrettanto prestante (e mi riferisco per esempio a Yahoo che sta provando in tutti i modi a cambiare lo stato delle cose).

            Ad ogni modo lo scenario attuale è frutto solo di una grande intuizione combinata: mercato smartphone ed Android (coi propri servizi annessi). La cosa interessante è che sta ulteriormente potenziando questo potere buttando fuori tutti i servizi altrui, in questo contesto l’idea di diventare un’operatore telefonico mobile non farà che aumentarne il potere, anche perché è più un mezzo per altri scopi che per entrare con reale interesse nel mondo della telefonia.