Nexus 6: l’assenza del lettore d’impronte svelata dall’ex CEO di Motorola

La presentazione del Nexus 6, a qualche mese di distanza, continua a tenere banco presso appassionati ed addetti del settore per la diversificazione che l’ultimo dispositivo targato Nexus ha mostrato rispetto i precedenti trends. Nonostante tutto un dettaglio, molto importante ai fini della comprensione dell’andamento di mercato, è passato inosservato a causa di elementi discordanti come il prezzo o le dimensioni: parliamo del lettore d’impronte digitali.

L’innovazione in termini di sicurezza, promossa prima da Motorola ed oggi riconosciuta largamente come utility di Samsung ed Apple nonostante le ampie dimostrazioni di LG sull’inefficacia rispetto soluzioni come Knock Code, avrebbe dovuto far parte della scheda tecnica del dispositivo salvo poi perdersi nei progetti di sviluppo. Più che un caso la scelta pare sia stata forzata proprio da Apple ed il motivo risiederebbe nella concorrenza per i materiali e le componenti che, come illustrato in alcuni nostri focus, non sono più illimitati creando difficoltà rispetto alla domanda costruttiva mossa dai costruttori.

L’azienda di Cupertino si sarebbe infatti aggiudicata uno dei più imponenti produttori dello specifico componente sottraendo la scelta a Google, rimasta impossibilitata nell’assecondare i tempi di lancio e costruzione dei primi lotti a causa della contemporanea incapacità dei fornitori secondari di assicurarne le richieste. Questa curiosità sul Nexus 6, rivelata dall’ex CEO di Motorola Dennis Woodsade al The Telegraph, risulta fondamentale per comprendere l’evoluzione del mercato smartphone e dell’industria delle componenti che incide, ben più della programmazione, su disponibilità e schede tecniche degli stessi come visto in passato per modello asiatici come Xiaomi e OnePlus e come, forse, sta accadendo sul suolo processori con le ultime novità di Samsung visto l’abbandono di Qualcomm.