WhatsApp: perdite per 232 mln di dollari, nessun business plan di Facebook

L’acquisizione di WhatsApp ad opera di Facebook ha modificato notevolmente gli equilibri all’interno del settore grazie alla contemporanea spinta, tale da garantire al social il dominio della messaggistica istantanea, derivato dalla divisione dell’app nativa con Facebook Messenger.

Nonostante la Commissione Europea abbia soltanto recentemente approvato la procedura d’acquisizione, dopo un lungo periodo durante il quale l’app è rimasta in stand-by perdendo sia in termini di sviluppo che di qualità funzionale con diversi black out, soltanto nelle ultime ore stanno emergendo i primi report finanziari relativi il periodo di gestione Facebook e le spese pattuite evidenziando un crollo, non del tutto inaspettato, per WhatsApp. Secondo i resoconti nei primi 2 trimestri finanziari il servizio avrebbe fatturato perdite per 232 milioni di dollari, una somma di non poco conto associabile, oltre che ai diversi problemi emersi nell’utilizzo, specialmente al mancato arrivo delle tanto attese chiamate VoIP ed ai timori di mancanza di privacy per la gestione del colosso di Mark Zuckerberg.

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Se la perdita economica di WhatsApp desta particolare attenzione, sollevando le speranze di recupero dei principali servizi competitors, particolari curiosità nascono rispetto i business plan dediti allo sfruttamento del brand che Facebook non ha realizzato, confermando l’assenza d’intenti pubblicitari o di revisioni sugli attuali abbonamenti. La scelta, pur rassicurando gli utenti più fedeli sull’assenza di mutamenti ed aumenti di costi, in realtà getta molteplici perplessità visto che nelle voci d’acquisto di WhatsApp dei 19 mld complessivi sborsati per accaparrarsi il servizio, ben 15,3 mld sono stati versati per compensare i futuri guadagni alla voce “guadagni futuri, opportunità di monetizzazione, vantaggi strategici”.

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Considerando i margini in prospettiva, i soldi versati e l’attuale perdita, associata anche alla mancanza di un business plan che possa giustificare l’investimento, appare chiaro come le reali strategie di Facebook sul noto servizio di messaggistica istantanea siano ben diverse da quelle paventate e, attualmente, del tutto sconosciute.