Samsung e Microsoft: prosegue lo scontro legale sulle royalties, sul piatto 6,9 mln di dollari

Le vicende legali che interessano Samsung sono oramai molteplici, il colosso coreano è infatti al centro di dispute sia col competitor di sempre Apple che, come svelato un paio di mesi fa, con Microsoft a causa delle royalties dovute nell’accordo cross-licensing in favore dei produttori Android. E’ infatti noto come l’azienda di Redmond percepisca importanti entrate grazie ai brevetti forniti in licenza alle aziende che sviluppano smartphone con l’OS di Google.

Il motivo del contendere, mosso da Samsung come basilare per lo stop dei pagamenti, riguarda l’acquisizione di Nokia che trasforma di fatto Microsoft non solo in un fornitore di servizi, questo il ruolo all’interno dell’accordo, bensì in un competitor diretto ovviamente da non poter finanziare. Che dietro tale vicenda vi siano anche i noti problemi di crisi finanziaria del colosso coreano non vi siano dubbi e ad oggi, grazie alle fughe di notizie, sono emerse le cifre in ballo: l’azienda di Redmond, soltanto dal colosso coreano, per l’anno solare 2013 avrebbe percepito la bellezza di 1 miliardo di dollari con le royalties, cifra alla quale vanno sommate le quote di tutti gli altri grandi produttori generando un giro d’affari notevole.

Nonostante il problema e la volontà di Samsung di ridiscutere gli accordi, riducendo notevolmente la somma da corrispondere a Microsoft, l’azienda statunitense ha negli ultimi giorni rincarato la dose muovendo una causa parallela per riscuotere i costi d’interesse che, giorno dopo giorno, stanno maturando sui mancati pagamenti delle royalties ammontando a 6,9 milioni di dollari. La situazione diventa interessante visto il potere che l’azienda di Redmond potrebbe vantare nei confronti dell’analoga coreana, basti pensare all’incontro avvenuto nei giorni scorsi col CEO Satya Nadella per la conversione dei software aziendali interni a Microsoft Word, una novità dopo 20 anni d’autonomia Samsung con programmi propri e non è escluso che tale “disponibilità”, in linea con gli incontri degli ultimi tempi, non possano portare ad accordi di vantaggio nei confronti di Windows Phone, magari spingendo per la progressiva rinuncia ad Android.