Android minacciato da dispositivi AOSP: la crescita arriva al 20%

All’interno del panorama di distribuzione OS, nel quale Android ha da mesi consolidato la propria posizione ottenendo una percentuale di tutto rilievo, un rischio del tutto inatteso per il robottino verde starebbe emergendo in modo preoccupante dall’interno minacciando l’esistenza dell’OS stesso come lo conosciamo odiernamente e della stessa Google i cui maggiori profitti derivano dalla pubblicità integrata nei servizi obbligatori, ovvero le Google Apps, presenti sulle versioni certificate.

La minaccia sarebbe infatti individuata nei dispositivi AOSP, ovvero tutti quei modelli dotati di un sistema operativo sviluppato a partire da Android e dai codici sorgente, che ricordiamo essere open source, ma personalizzato oltre la soglia di tolleranza non conseguendo la naturale certificazione Google che ne abilita la presenza del Google Play Store e delle Google Apps, in parole povere sistemi operativi paralleli ad Android che molte aziende stanno sfruttando per svariati motivi. Secondo infatti una recente ricerca di ABI Search la percentuale di dispositivi AOSP sarebbe pericolosamente cresciuta sino alla soglia del 20%, il tutto soltanto nell’arco dell’ultimo trimestre calcolato da Maggio a Luglio.

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Il problema, che in molti ricorderanno aveva coinvolto persino Samsung spintasi oltre nella personalizzazione della TouchWiz con un richiamo ufficiale da parte di Google per evitare che il fenomeno dilagasse, sarebbe già al centro di un piano d’azione dell’azienda californiana alla base del quale vi sarebbero, oltre ad elementi di contorno come il brand “Powered by Google“, la realizzazione di modelli proprietari a basso costo per contrastare il mercato degli entry-level economici, che alimenta i dispositivi AOSP, col progetto Android One che in questo caso spiega la propria utilità non solo per la diffusione delle tecnologie in paesi disagiati ma anche per la tutela di Android stesso ed al quale, ben presto, potrebbero seguire ulteriori azioni.