Acquisti in-app: Apple sferra l’attacco al Play Store e sui rimoborsi

La perenne sfida tra Apple e Google relativa ad iOS ed Android, oltre che su tutto l’eco-sistema sviluppato attorno ad entrambi, non si ferma soltanto alle funzionalità che i due possono offrire ma si estende ai rispettivi store applicazioni con dati che spesso sono oggetto di accesi confronti sulla sicurezza, le vendite, le preferenze di sviluppo da parte degli sviluppatori e, recentemente, la vicenda degli acquisti in-app, aspetto che con le moderne app freemium ha generato un certo caos attorno al Google Play Store.

Non è infatti una novità come i maggiori ricavi, secondo gli ultimi dati, derivino proprio dagli acquisti in-app, una modalità che sta spingendo sempre più applicazioni a modificare i propri criteri di sviluppo, non ultima persino la celebre SwiftKey ha deciso di adottare tale strategia divenendo un’app dall’utilizzo gratuito, eppure molti servizi, non così rinomati, hanno sviluppato delle modalità dubbie per tali acquisti, tanto d’aver spinto Apple a lanciare l’allarme sulle truffe in corso sul Google Play Store, segnalando il tutto alla Federal Trade Commission statunitense.

La mossa dell’azienda di Cupertino nei confronti del colosso californiano sugli acquisti in-app sarebbe dovuta al sanzionamento che la stessa Apple ha dovuto corrispondere per un totale di 32 mln di dollari alle associazioni di categoria dei genitori, che avevano accusato l’azienda di non aver fornito un sistema di sicurezza per evitare ai bambini di compiere acquisti in-app in modo inconsapevole, aspetto che ha spinto quindi per la segnalazione del Google Play Store che ad oggi evidenzierebbe la medesima violazione dei diritti di tutela dei consumatori.

  • fusco8

    ahhaha ios è bambini