WhatsApp: altro blackout durante le Elezioni Europee, colpa di Facebook? [Focus]

La vicenda nella quale è piombata WhatsApp sembra oramai non esser più soltanto il frutto di un caso, oppure di eventi concomitanti non legati, bensì, confermando i timori di molti, un trend dovuto proprio all’inserimento di Facebook nella gestione del servizio che negli ultimi mesi, a partire dall’acquisizione, ha visto crescere la frequenza dei blackout più che in tutti gli anni d’indipendenza del servizio di messaggistica istantanea.

L’ultimo blackout di WhatsApp è stato registrato nella giornata di ieri 25 Maggio, in occasione delle Elezioni Europee durante la fase di scrutinaggio facendo crollare il sistema sicuramente messo in crisi dall’utilizzo della piattaforma per la comunicazione dei dati derivati dagli exit polls, sfruttati dagli analisti di settore, per una durata complessiva di circa 45 minuti, un tempo ampio ma non di certo un record, considerando le circa 4 ore di blocco registrate lo scorso 22 Febbraio ed i 60 minuti abbondanti del 2 Aprile,soltanto i casi più noti di una vasta gamma di episodi, nelle varie circostanze con comunicazioni assenti, o persino poco credibili e scarne, da parte dell’azienda che hanno dato vita al trend di calo del servizio.

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Gli utenti europei, sin dalle prima ore dell’acquisizione di Facebook, e con un trend in crescita nel corso dei vari blackout, sono rapidamente migrati verso concorrenti come WeChat, che ha recentemente persino preso in giro Zuckerberg in alcuni spot, Line e soprattutto Telegram, servizio che vanta una certa similarità grafica. Ad oggi i numeri del servizio, ugualmente in crescita, sarebbero dovuti al i mercato esteri che però, con le ultime notizie giunte in India, sarebbe a rischio a causa delle campagna marketing che WhatsApp avrebbe avviato, in favore delle aziende, con spam direttamente tramite messaggi.

Diventa quindi innegabile, visti i risultati, come il fattore che pesa sul servizio sia proprio Facebook e le sue strategie, in molti avevano ipotizzato potesse esser assorbito in favore di Facebook Messenger, chat che ha sicuramente goduto, con gli ultimi aggiornamenti che hanno introdotto le chiamate vocali, delle medesime novità pensate proprio da WhatsApp, svelate persino in alcuni screen ma ancora non fornite nonostante i primi segnali nelle ultime beta release.

Non è chiaro quindi se tutto ciò rientri in un piano studiato appositamente per favorire Facebook Messenger, investendo i soldi dell’acquisizione per tutelare la propria egemonia nel settore visto anche l’interesse da parte di Google nel rilevare WhatsApp per potenziare Google Hangouts, oppure se si tratti soltanto di un cattiva gestione frutto soltanto di casualità, quel che è certo è che il destino dell’app dipende solo e soltanto dalle decisioni che Facebook adotterà nei prossimi mesi, il tutto ovviamente, mentre i concorrenti crescono approfittando dei vari blackout.