Smartphone troppo costosi: colpa di Google, in USA avviata una class action

La competizione tra i tre principali OS del panorama mondiale, attualmente con in testa Google nei dati di vendita e diffusione, si starebbe spostando con maggiore interesse verso i meccanismi di ricerca vocale, funzionalità che negli assistenti trova la sua massima espressione con il noto Siri, di Apple, Google Now, in particolare la componente Google Search dell’azienda californiana, e Cortana, di Microsoft, pronti a battagliare con le diverse armi a propria disposizione.

Proprio Google Search, sul quale il colosso di Moutain View starebbe spingendo molto, dopo anche gli ultimi aggiornamenti, nell’ottica di un Android sempre più intelligente e capace di sostenere i propri utenti in qualsiasi mansione, sarebbe finito al centro di una class action mossa in USA da Hagens Berman, società specializzata in azioni legali contro grandi multinazionali, che avrebbe accusato Google di attività scorrette nel mercato smartphone, ovvio il riferimento alla gamma Nexus, per favorire i propri prodotti con costi più bassi rispetto alla concorrenza a causa del monopolio, dal quale deriverebbe l’abuso di posizione, all’interno dei servizi internet.

In particolare, come illustrato da Hagens Berman, Google costringerebbe, all’interno del suo piano, i vari produttori globali a sottostare a determinate regole per l’utilizzo di Android tra le quali spicca la presenza obbligata delle Google Apps, all’interno delle quali, e qui si concluderebbe il cerchio, vi è anche Google Search, prodotto che nello sviluppo di mercato costringe le case produttrici a non poter sfruttare alternative facendo lievitare i prezzi di produzione dei propri dispositivi per adattarli alle necessità del colosso di Mountain View, fattori che giustificherebbero l’impossibilità di competere coi Nexus ed i prezzi particolarmente elevati dei vari modelli sul mercato.

Nonostante le accuse molti elementi giocherebbero in favore di Google, in particolare sulla vicenda del monopolio sulla ricerca vocale esercitata con Google Search, tanto che tra i documenti che l’azienda californiana potrebbe presentare in sua difesa, spiccano i casi del Samsung Galaxy S, o Fascinate, ed i Kindle Fire che hanno utilizzato come sistema predefinito di ricerca Bing, oppure il Motorola Backflip, incentrato su Yahoo, sebbene gli esempi siano diversi.

Difficile capire come tale vicenda potrebbe evolversi, che il prezzo dei dispositivi, in molti casi, fosse lievitato, è un dato di fatto inconfutabile, basterà accusare Google per trovare una risposta al fenomeno?