Smartphone irraggiungibili: OnePlus, Motorola e Xiaomi, ecco la tendenza di vendita al contrario [Focus]

Il mercato smartphone 2014 ha sicuramente svelato l’esistenza di alcune interessanti tendenze emergenti da parte delle principali aziende del settore tra le quali, oltre ovviamente la corsa alla realizzazione di modelli low-cost sempre più performanti e qualitativi, spicca la limitazione d’accesso per gli utenti all’acquisto di alcuni device, con contest e partecipazioni varie, nonostante le elevate richieste tali da creare un’attesa quasi spasmodica per la loro distribuzione.

I casi noti sono quelli di Xiaomi, Motorola e soprattutto OnePlus con smartphone dal rapporto qualità-prezzo a dir poco inimitabile, al centro dei desideri di milioni di utenti i quali sono però costretti a dover assistere a forniture limitate nel tempo, decisamente inferiori all’elevata domanda, oltre che frazionate in modo da generare delusione e frustrazione da parte di molti, il tutto secondo una modalità di vendita al contrario dove l’utente deve inseguire l’azienda per poter acquistare il dispositivo, e non viceversa come visto sino ad oggi.

Stando alle analisi condotte da CNET, tale fenomeno sarebbe dovuto non alle pessime strategie, come si sarebbe invogliati a credere, da parte dei relativi settori marketing, il caso di OnePlus con le varie revisioni sui tempi aveva fatto credere ciò, ma ad una mirata e studiata strategia per mantenere i costi dei dispositivi bassi, seguendo il modello lanciato da Google con la famiglia Nexus, oltre che per tenere alta l’attenzione creando interesse, un modo utile per tenere vive le vendite.

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Per quanto concerne la produzione, infatti, sia OnePlus che Motorola e Xiaomi, avrebbero deciso di tener bassi i costi produttivi e di gestione dei magazzini, evitando i rischi relativi al disavanzo di modelli, costringendo spesso a liberare le scorte con offerte stracciate nelle catene della grande distribuzione, il tutto tenendo volutamente le quantità pronte inferiori all’effettiva domanda di mercato, il tutto come visto nel corso dei mesi, in particolare col Nexus 5, sul Play Device con rifornimenti vari richiesti al momento ad LG, e non realizzati preventivamente.

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Tale tendenza sarebbe anche spinta dall’eccessiva competizione per i materiali difficili da reperire viste le troppe aziende presenti sul mercato, non è la prima volta che se ne sente parlare con difficoltà emerse in passato per Huawei col suo Ascend P6 oppure recentemente per Samsung col suo Galaxy S5, dettaglio che costringe all’aumento anche dei relativi costi per accaparrarsi grossi quantitativi, portando le compagnie a preferire l’acquisto soltanto nei momenti di sviluppo.

Per adesso il fenomeno è limitato ad alcuni modelli, ma ben presto il mercato generale potrebbe adattarsi, dovremo inseguire quindi le aziende per poter acquistare i loro prodotti?

  • leodis

    Mah, io non mi sono scomposto affatto. Quando l’anno scorso ho dovuto cambiare telefono l’ho preso con una offerta. A me il bello e impossibile non interessa. Se li possono tenere pure. Se me li vogliono vendere io li voglio trovare quando li cerco. Fine della storia.

    • Concordo, il punto è un altro, ovvero il cambio di abitudini che i brand emergenti hanno dovuto applicare per via dei materiali, complessi da trovare, e dei costi produttivi e di magazzino, che in realtà si sta rivelando vincente.
      Io credo che proprio l’idea di dispositivo dal prezzo contenuto si scontri con l’idea di “offerta”, alla fine sarà o l’uno o l’altra, e nel primo caso i modelli saranno limitati su richiesta (ed a periodi).

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