Nexus: gli indizi confermano la chiusura da parte di Google [Focus]

Nonostante i successi che a partire dall’ultimo biennio la gamma Nexus, sia nell’ambito tablet che smartphone, ha cominciato ad ottenere, grazie al mutamento del brand che da marchio consolidato per gli appassionati del settore, i cosiddetti “fanboy”, si è esteso anche ad una clientela puramente commerciale, negli ultimi giorni starebbe circolando con una maggiore convinzione la voce secondo cui, da parte di Google, potrebbe esser preventivata la chiusura della gamma non avendo più alcun interesse nella sua produzione.

Provando ad esaminare con un certa logica gli indizi che il colosso di Mountain View ha disseminato nel corso di questi anni, sebbene lo scetticismo rispetto a tale notizia regni sovrano, in realtà le conferme sarebbero ben più d quelle che si potrebbero immaginare, non a caso lo scopo primario della gamma Nexus è stato da sempre quello di favorire la diffusione di smartphone e tablet a prezzi accessibili per chiunque, aspetto di primaria importanza per la diffusione di Android, cresciuto grazie propri al mercato entry-level preso di mira persino da Microsoft col suo Nokia X, oltre che per la sopravvivenza dell’azienda californiana i cui maggiori profitti derivano proprio dalla vendita di servizi legati all’OS e dalle relative pubblicità associate.

L’obiettivo, grazie anche al lancio di dispositivi dal prezzo sempre più contenuto come il recentissimo OnePlus One, l’Oppo Find 7 ed il Motorola Moto G, sebbene si parli già del Moto E dal costo ulteriormente ribassato, sarebbe stato raggiunto nel campo smartphone ponendo le basi persino per una competizione tra aziende spinta ulteriormente al ribasso, in tal senso il Project Ara, che anche Xiaomi vorrebbe emulare, dovrebbe infatti garantire la nuova spinta al successivo step di mercato fissato al di sotto dei 100 dollari. Il medesimo discorso andrebbe applicato al mercato tablet la cui crescita è stata favorita da Google col Nexus 7, spingendo Amazon, con la serie Kindle Fire, ma soprattutto LG e Samsung, oltre ad ASUS, a realizzare modelli dal prezzo sempre più contenuto proprio per competere col colosso di Mountain View.

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La gamma Nexus non avrebbe infatti mai fruttato ingenti guadagni in favore di Google, il cui intento di contenere i costi produttivi, purtroppo vincolati dalle partnership con le varie aziende fornitrici degli strumenti di sviluppo ed assemblaggio hardware, avrebbe ovviamente spinto l’azienda a dover tagliare proprio sul margine di profitto, aspetto denunciato apertamente da T-Mobile, e chiarito poi da LG, in occasione delle polemiche sorte sul prezzo di lancio del Nexus 5 tra Play Device e canali commerciali esterni, suggerendo come Google stesse finanziando l’acquisto dei dispositivi ripagando il tutto grazie ai profitti pubblicitari derivati dalla diffusione di Android.11083855115_4763ee792b_b

Possibile quindi che le due serie possano vedere la propria fine col Nexus 6 ed il Nexus 8, smartphone e tablet entrambi associati ad HTC, secondo i rumors, per dare una degna conclusione alla gamma in favore di una collaborazione, fornita ai maggiori produttori, con i dispositivi Google Play Edition, secondo voci diffuse negli ultimi mesi che non solo s’incastonerebbero perfettamente nel quadro delineato, ma troverebbe un senso persino nel disinteresse di Google di entrare chiaramente nel settore di sviluppo hardware, occasione pervenuta con Motorola da sempre tenuta a debita distanza dai progetti interni, come una qualsiasi azienda con un vero e proprio firewall tra le due società testimoniato dall’ex CEO Dennis Woodside, e ceduta rapidamente a Lenovo una volta scorporata dai propri brevetti, nell’intento di mantenere una coerenza da colosso super partes.

Gli indizi sembrano quindi fornire un senso alle voci diffuse da Digitimes, vedremo se Google ci smentirà oppure se il quadro delineato si rivelerà conforme ai reali piani del colosso di Mountain View, che ha ugualmente tanti progetti in serbo oltre alla gamma Nexus.

 

 

  • Luca

    Che schifo, di certo i Google Edition non hanno gli stessi prezzi del Nexus e soprattutto non sono reperibili nei vari market, spero in un Nexus 6 coi contro e quello sarà il mio ultimo Android

    • Io penso che lo scopo dei Google Play Edition sia, una volta che i produttori avranno raggiunto prezzi accettabili, essere un proseguo della gamma Nexus, che di suo, più dell’hardware, punta ad offrire l’esperienza stock di Android, aspetto che poi interessa Google, sicuramente più delle vendite dei terminali stessi.

      • Luca

        Sono d’accordo, ma vagli a dire a Samsung e HTC di abbassare i prezzi al livello del Nexus, ti riderebbero in faccia, a loro non frega niente di Google, a loro interessa vendere

        • Condivido, ma alla fine è inevitabile che i prezzi si equiparino, magari anche grazie al deprezzamento che molti dispositivi affrontano subito dopo l’immissione in commercio.

          Grazie proprio a case come Wiko, OnePlus, Oppo, e persino Xiaomi ed Huawei se intensificassero la vendita in Europa, persino Samsung ed HTC dovrebbero adeguarsi per non perdere troppo terreno. Il discorso però, sembra soltanto apparentemente non toccarle se si pensa a modelli di punta come Galaxy S5 ed HTC One M8, infatti Samsung i profitti li fa anche coi modelli di fascia medio-alta, oltre che bassa, ed HTC sta seguendo la stessa linea seppur in ritardo. Potranno anche produrre top di gamma Premium dall’alto costo, l’importante è fornire modelli di fascia alta, e medio-alta, a prezzi competitivi.

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