Google Play Store: si punterà alla qualità, caccia a cloni ed app copia

La forza di un sistema operativo è da ricercare, oltre che nella sua struttura e nella possibilità che offre, in particolare nel suo store per le applicazioni, quest ultimo da sempre punto debole di OS come Windows Phone, ma punto di forza per iOS ed Android, e proprio Google, per tutelare il robottino verde, ha da tempo cominciato a pensare al suo perfezionamento per evitare la comparsa di applicazioni invasive, danneggiando l’esperienza utente, oppure clonate, non invogliando gli sviluppatori a lavorare sull’OS magari per altri lidi.

Il Google Play Store quindi, dopo aver dato battaglia alle applicazioni con pubblicità eccessiva, punterà adesso alla qualità dei proprio contenuti, ciò è testimoniato da un particolare brevetto registrato dal colosso di Mountain View, precisamente nel Giugno 2013, che legittimerebbe lo sviluppo di uno speciale algoritmo, per l’analisi dei codici delle applicazioni, capace d’interfacciarsi col lo store e tutte le app in esso registrate effettuando, ciclicamente, scansioni multiple alla ricerca di frammenti di codici similari che possano ricondurre a fenomeni di app copia oppure di veri e propri cloni, cosa che accade spesso per i titoli noti.

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Il meccanismo risulterebbe particolarmente complesso, ma la sua esistenza indica chiaramente la volontà di puntare ad una revisione progressiva delle modalità di accesso e registrazione delle applicazioni sul Google Play Store, contrastando la comparsa di applicazioni che non offrano contenuti originali o innovazioni, puntando soltanto ad approfittare della portata del mercato mobile per speculare in termini sia economici che pubblicitari.