Google Play Store: il caso Virus Shield ne mette a nudo le debolezze?

Il quesito proposto nel titolo potrebbe rappresentare, più che un dubbio effettivo, una vera e propria domanda retorica, aspetto che potrebbe spingere Google a rivedere la propria politica per quanto concerne il Google Play Store il quale, dopo una prima fase di aumento del numero delle applicazioni, punterà, come svelato da alcuni brevetti, alla qualità dei servizi contenuti, eppure ciò potrebbe non bastare dopo il caso di Virus Shield che avrebbe fatto emergere le reali difficoltà.

Virus Shield, applicazione inserita nei tool per la sicurezza, si era distinta per la propria capacità, almeno per quanto delineato nella descrizione sulla pagina ufficiale dello store, di difendere i dispositivi da accessi indesiderati e dalla presenza di virus grazie ad un meccanismo di scansione, quasi continua, dei propri file senza presentare, difetto principale delle app di tale genere, impatti particolarmente rilevanti sulla batteria, ed il tutto senza neppure dotarsi di un’interfaccia ricca di ADS, in perfetta linea con la nuova politica dell’azienda californiana.

Ciò che però sembra essere una bella realtà, si è subito trasformata in una truffa dopo la scoperta della totale inutilità dell’applicazione la quale, diversamente dalle attesa, non scansionava ne si occupa di nessuno degli aspetti delineati, un problema di non poco conto a fronte della spesa di 3,99 dollari per il suo acquisto che ha fatto cadere nella propria rete un sorprendete numero di utenti, circa 30 mila nel complessivo, divenendo la terza applicazione più acquistata sul Google Play Store.

A sorprendere, oltre ovviamente all’assenza di codice nell’applicazione, giustificata dallo sviluppatore Jesse Carter come un puro errore dovuto alla pubblicazione del placeholder, ovvero il segnalibro, rispetto all’applicazione reale, che però non sembra aver convinto Google visto anche l’update dalla versione 1.0 alla 2.2, riguarda la presenza di una vasta gamma di commenti positivi con valutazioni annesse che hanno fatto salire la quotazione del titolo a circa 4,7 stelle. Possibile quindi, e su questa ipotesi ci sbilanciamo molto, che possa esser stato avviato un meccanismo di compravendita delle votazioni sul Google Play Store proprio per sfruttare la sicurezza che tale parametro offre generalmente agli utenti, che hanno acquistato ad occhi chiusi Virus Shield e che di certo non aiuta lo store, sulla cui vendita di contenuti, specialmente con l’arrivo delle Gift Cards, Google conta molto.