Google: ecco le 5 qualità ricercate nei propri dipendenti

Tra le peculiarità che Google vanta come azienda, oltre ovviamente ai vari successi ed alla visione d’insieme dei propri dirigenti capaci d’investire su progetti spesso sottovalutati ma che si rivelano, il più delle volte, dei trend di sicuro successo, spicca la metodologia di conduzione del lavoro e di selezione dei dipendenti, propria del settore interno delle risorse umane, che rende il colosso californiano uno dei punti di riferimento per poter lavorare in condizioni del tutto ottimali.

Diversamente dalle classiche aziende, infatti, i criteri di selezione attuati da Google si distinguono per una gerarchia di ricerca, basata su 5 qualità fondamentali, che risulta essere controcorrente rispetto a ciò che notoriamente si cerca di ottenere da un futuro candidato, probabilmente qualcosa che deve aver colpito anche quando fu presentato il progetto Android dopo il rifiuto, sicuramente ad oggi rimpianto, da parte di Samsung, e che Laszlo Bock, vicepresidente delle risorse umane di Google, ha illustrato nel dettaglio svelando così i punti di forza privilegiati dall’azienda nei suoi dipendenti.

La prima dote richiesta ad un dipendente Google è rappresentata dalle “abilità cognitive“, ovvero l’insieme di capacità che consentono ad un individuo di poter elaborare le informazioni ottenute quotidianamente, riuscendo a farle interagire tra loro e fornendo, in base anche ai quantitativi, dei significati specifici. Tale aspetto, secondo Bock, rappresenterebbe un fattore primario persino sul quoziente intellettivo, ritenuto non del tutto fondamentale per il tipo di lavoro da svolgere. A seguire emerge la presenza di “leadership“, un termine ben noto ma che nell’insieme di un lavoro collettivo, spesso, può creare problemi di figure e ruoli generando contrasti che Google vorrebbe evitare, motivo per il quale anche in tal senso, il termine viene rivisitato ed inteso, in un senso più ampio, come la capacità di esser leader del proprio campo d’azione sapendo quanto poter intervenire, in momenti critici, e quando invece farsi da parte lasciando spazio ai colleghi, per evitare disagi, favorendo sempre l’avanzare di Google.

I primi due fattori, ha chiarito poi Bock, si riunirebbero nel concetto di “umiltà“, requisito utile per poter imparare dalle proprie sconfitte potendo migliorare se stessi ed il proprio lavoro non additando colpe e responsabilità a fattori o persone esterne per i propri insuccessi, spingendo e favorendo le abilità cognitive e la leadership nel lavoro di gruppo, aspetto che richiama il quarto punto ricercato in un dipendente, ovvero la “responsabilità“, spesso legata ai principi di benessere dell’azienda. Infine, come ultimo fattore, spesso posto in vetta tra i requisiti ricercati in un candidato dalle altre aziende, compare “l’esperienza“, ritenuto un fattore utile per fornire soluzioni a problematiche note ma ritenuto al contempo limitante, in assenza dell’abilità cognitiva, poiché capace di frenare la ricerca di soluzioni innovative a causa proprio della convinzione che le esperienze maturate possano fornire tutto quello di cui si ha bisogno.

Se siete quindi appassionati Google ed il vostro sogno nel cassetto è poter lavorare un giorno in qualche divisione del colosso di Mountain View, da adesso sapete bene su quali aspetti puntare nella vostra preparazione e nell’intervista lavorativa.