Certificazioni Android: Google cambia le regole puntando a ridurre la frammentazione

Nel panorama Android uno degli aspetti sui quali Google è da tempo al lavoro per correggerne i difetti riguarda le percentuali di frammentazione nella distribuzione dell’OS, nonostante i recenti dati abbiano fotografato una situazione in netto miglioramento, con Jelly Bean equipaggiato sull’oramai 60% dei dispositivi totali, un dato destinato ad avanzare grazie ad Android 4.4 KitKat, proprio grazie all’ultima versione qualcosa sembra essersi mosso per compiere un passo di riduzione definitivo nella certificazione Android.

Più volte abbiamo analizzato come l’ultima versione abbia introdotto un sistema capace di funzionare al meglio anche su dispositivi con specifiche non all’altezza, parliamo di RAM da appena 512 MB, uno stimolo per i produttori nell’aggiornare tutti i propri devices ancora non recepito, non tanto nel campo updates quanto per il rilascio di nuovi modelli, ed a tal proposito il colosso di Mountain View, come illustrato dai colleghi di Android Police, per completare il quadro ha modificato i tempi e le modalità per le certificazioni Android impostando nuovi parametri che dovrebbero ridurre il gap da concorrenti come iOS.

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Secondo la tabella allegata, infatti, i tempi di rilascio degli strumenti di lavoro sull’OS, ovvero le API per gli sviluppatori, mostrerebbero una sostanziale riduzione con finestre di temporali ridotte che, alla luce anche dei tempi per ottenere le certificazioni Android sulle release personalizzate, come quelle dei grandi marchi, costringerà molti ad abbattere i tempi con una finestra di tempo che si aggira all’incirca sui 3 mesi massimi di lavorazione, con ovvi vantaggi per gli utenti che non dovrebbero più vedere sul mercato modelli con versioni obsolete.