Nexus 5: l’autonomia garantita dall’Envelope Tracking

Dalla sua ufficializzazione negli ultimi giorni le notizie sul Nexus 5 continuano a diffondersi cercando di analizzare i diversi aspetti di uno dei modelli di punta dell’interno segmento di mercato.

Molti dubbi si erano concentrati, anche da tempo a dire il vero, sull’aspetto dell’autonomia, un fattore chiave nell’evoluzione del settore che ad oggi solo Motorola, col suo Moto X, era riuscita a contenere con una configurazione hardware appositamente sviluppata, quindi non ricorrendo a batterie sempre più potenti ma delineando la via dell’ottimizzazione delle risorse attualmente disponibili.

Il Nexus 5 è il frutto di questo pensiero, essendo per l’appunto Motorola una società facente parte dell’asset di Google, e la batteria da “soli” 2.300 mAh dovrebbe risultare, utilizziamo il condizionale non avendo ancora avuto modo di testarlo, più che sufficiente anche con utilizzo continuo durante l’arco della giornata, il merito di ciò sarebbe d’attribuire alla presenza del chip Qualcomm QFE1100, denominato come “Envelope Tracking“, capace di agire sul consumo energetico delle componenti a radiofrequenza, come le reti 3G/4G.

La presenza di questo chip nella configurazione del Nexus 5 agisce riducendo del 20% il consumo energetico, che s’incrementa quando il segnale è la rete cerca di riagganciarsi alle celle telefoniche potenziando il segnale inviato, e di un 30% la dispersione di calore ad esso associato, che incide ulteriormente proprio sul consumo energetico.

Via.